Epidemiologia&Prevenzione 2016, 40 (6) novembre-dicembre

La mortalità per tumori tra i residenti nell’area circostante un’acciaieria della zona industriale udinese

Luigi Castriotta, Anica Casetta, Fabio Barbone, Fabio Barbone, Fabio Barbone, Fabio Barbone

OBIETTIVI: valutare i tassi di mortalità per tumore nei residenti in prossimità di un’acciaieria inclusa nella zona industriale udinese e la loro eventuale variazione in funzione della distanza dalla sorgente.
DISEGNO:
studio retrospettivo. Per valutare l’associazione tra mortalità e distanza dalla sorgente, sono stati eseguiti i test di Stone sia sull’intera area sia sul quadrante di Sud-Ovest, interessato dai venti prevalenti. I livelli di significatività sono stati determinati con simulazioni Monte Carlo.
SETTING E PARTECIPANTI:
sono stati selezionati i residenti nel periodo 1989-2012 entro i 5 km dall’acciaieria considerata, il principale insediamento produttivo della zona industriale. Sono stati selezionati i decessi causati da neoplasie. L’area è stata suddivida in 8 corone circolari a distanza crescente dall’acciaieria. La popolazione studiata era di 37.473 soggetti
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: in ciascuna corona circolare sono stati calcolati i decessi per tumore e per sesso osservati e attesi (sulla base dei tassi di mortalità dell’intera area) e i tassi standardizzati di mortalità (SMR) per valutare l’associazione con la distanza dalla sorgente.
RISULTATI:
sia la mortalità per tutti i tumori sia quella per cancro del polmone sono aumentate nei residenti nel quadrante di Sud-Ovest in prossimità della sorgente. In particolare, nei maschi per il cancro del polmone si registrano, entro 2 km dalla fonte, 21 casi osservati su 13 casi attesi (SMR: 1,62; p-value=0,02).
CONCLUSIONI:
nonostante la complessiva assenza di eccessi di mortalità per neoplasie nella zona, l’indagine sembra rilevare nei residenti presso un impianto siderurgico un’associazione tra rischio di tumore, particolarmente cancro del polmone (nei maschi), e distanza dalla sorgente. I limiti dello studio sono legati al basso numero di casi osservati, alla mancanza di dati individuali di esposizione e all’assenza di controllo per i principali confondenti (per esempio, fumo ed esposizione professionale). Pertanto, l’interpretazione della possibile relazione causa-effetto tra esposizione e malattia richiede particolare cautela.






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