Epidemiologia&Prevenzione 2014, 38 (3-4) maggio-agosto

La mortalità evitabile in Toscana dal 1987 al 2008

Andrea Martini, Giuseppe Gorini, Antonino Sala, Lucia Giovannetti, Elisabetta Chellini

OBIETTIVI: calcolare per i trienni 1987-1989 e 2006-2008 la mortalità evitabile (ME) in Toscana e valutare l’impatto che essa ha avuto sui cambiamenti della speranza di vita alla nascita (SVN) nei due periodi presi in esame.
SETTING E PARTECIPANTI: è stata usata una lista di cause di ME suddivise in decessi contrastabili con interventi di prevenzione primaria (IPP) e decessi contrastabili con interventi del sistema sanitario (ISS). Sono stati utilizzati i dati del Registro di mortalità toscano.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: anni di vita potenziale persi (AVPP), tassi di AVPP standardizzati (TSAVPP) sulla popolazione europea e SVN.
RISULTATI: rispetto al 1987-1989, la SVN nel 2006-2008 mostra un guadagno di 5,2 anni negli uomini e 3,8 nelle donne. Se fosse stata prevenuta la ME, la SVN sarebbe ulteriormente aumentata di 2 anni negli uomini e di 1,5 nelle donne. La ME diminuisce negli uomini dal 25,3% della mortalità totale nel 1987-1989 al 16,1% nel 2006-2008; nelle donne dal 14,3% all’8,4%. Le cause violente e il tumore del polmone rappresentano le cause IPP prevalenti. L’unica causa di ME in aumento è il tumore del polmone nelle donne. Nel 2006-2008 la ME risulta più frequente negli uomini (16,1% dei decessi nei maschi vs. 8,4% dei decessi nelle femmine). Scomponendo l’aumento di SVN per gruppi di cause, il 25% è attribuibile a ISS, il 4% nelle donne e il 16% negli uomini a IPP.
CONCLUSIONI: la ME si è ridotta del 39% dal 1987-1989 al 2006-2008 in Toscana. In quest’ultimo periodo un terzo dell’aumento di SVN nelle donne e 2/5 negli uomini è attribuibile a diminuzione di ME, mentre 2/3 nelle donne e 3/5 negli uomini all’aumentata sopravvivenza negli anziani.

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