Epidemiologia&Prevenzione 2011, 35 (3-4) maggio-agosto

Gli effetti dell’invecchiamento della popolazione sul numero di diagnosi tumorali. I dati dei registri tumori italiani

Carlotta Buzzoni, AIRTUM Working Group

Obiettivo: questo lavoro si propone di descrivere i determinanti dell’incremento dell’incidenza dei tumori, quantificando la componente attribuibile all’invecchiamento della popolazione, quella relativa all’andamento delle sedi tumorali oggetto di diagnosi precoce, e quella residua, relativa all’andamento di tutte le altre sedi tumorali.
Metodi: sono stati calcolati i tassi di incidenza relativi a due periodi temporali distinti (1993-95 e 2003-05), includendo i dati dei Registri tumori con almeno un anno di incidenza in ciascun triennio, congiuntamente per maschi e femmine. Sono stati confrontati i tassi grezzi e standardizzati con metodo diretto del tumore della prostata, della mammella, del colonretto, del melanoma, della tiroide, del gruppo degli altri tumori e del totale delle neoplasie (esclusi gli epiteliomi della cute).
Risultati: dal 199395 al 200305 i tassi grezzi 1 di incidenza per tutti i tumori sono aumentati del 17.9% (da 555.4 a 654.8 casi per 100 000 abitanti/anno ). Se la struttura per età della popolazione fosse rimasta quella del 1993-95, i tassi sarebbero cresciuti solo del 6.6% (da 555.4 a 592.0): quasi due terzi dell’incremento osservato sono determinati dall’invecchiamento. L’altra quota dell’aumento - quella non determinata dall’invecchiamento - è in gran parte attribuibile alle sedi tumorali per le quali nuovi interventi contribuiscono ad anticipare il momento della diagnosi.
Conclusione: i risultati di questa analisi contribuiscono a quantificare la quota di aumento di diagnosi tumorali attribuibili all’invecchiamento della popolazione e quella attribuibile a incremento di patologie neoplastiche oggetto di interventi di diagnosi precoce.

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