Epidemiologia&Prevenzione 2015, 39 (2) marzo-aprile

Determinanti organizzativi e assistenziali dell’aderenza alle terapie di prevenzione secondaria nei pazienti con infarto miocardico acuto

Enrica Perrone, Jacopo Lenzi, Vera Maria Avaldi, Ilaria Castaldini, Adalgisa Protonotari, Paola Rucci, Carlo Piccinni, Mara Morini, Maria Pia Fantini

OBIETTIVI: analizzare la relazione tra i modelli organizzativi mono e multiprofessionali in cui operano i medici di medicina generale (MMG) – medicina di gruppo e caratteristiche dei nuclei di cure primarie – e l’aderenza alla politerapia raccomandata dalle linee guida nei pazienti con infarto pregresso.
DISEGNO: studio di coorte retrospettivo.
SETTING E PARTECIPANTI: residenti nell’Azienda sanitaria locale di Bologna, dimessi da qualsiasi ospedale italiano tra il 2008 e il 2011 con diagnosi di infarto miocardico acuto (IMA) e osservati fino a un anno dalla dimissione.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: aderenza ad almeno tre dei quattro farmaci raccomandati dalle linee guida (ACE-inibitori/sartani, betabloccanti, antiaggreganti, statine). Si considerano aderenti quei pazienti che hanno almeno l’80%del follow-up individuale coperto da terapia.
RISULTATI: dei 4.828 pazienti dimessi con diagnosi di IMA, il 31,6% è aderente alla politerapia. I pazienti assistiti daMMG che lavorano in associazione mono e multiprofessionale non presentano una maggiore aderenza alla politerapia rispetto ai pazienti seguiti da MMG che non operano in associazionismo; al contrario, la dimissione da reparti ospedalieri specialistici di area cardiologica piuttosto che da reparti generalisti favorisce l’aderenza alla politerapia (OR 1,97; IC95% 1,56-2,48).
CONCLUSIONE: i modelli organizzativi in cui operano gli MMG non contribuiscono a una migliore aderenza alla politerapia di prevenzione secondaria nel post-IMA, mentre la dimissione del paziente da un reparto specialistico cardiologico è associata a un’aderenza terapeutica maggiore. Sarebbe necessario implementare modelli di cura in cui gli MMG si facciano carico dei percorsi individuali di cura, coordinando diverse figure professionali (inclusi gli specialisti) in base ai bisogni del paziente.

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