pubblicazione
Epidemiol Prev 2018; 42 (5-6), settembre-dicembre

Epidemiologia&Prevenzione cover

Anche il 2018 si chiude con un numero doppio di E&P. Tra le tante sollecitazioni contenute in questo fascicolo segnaliamo l’editoriale firmato dalla Direzione scientifica sui conflitti di interesse: in quest’epoca di abnormi volumi informativi e di sfiducia nelle classi dirigenti, avere informazioni trasparenti sull’indipendenza di chi scrive è quanto mai essenziale; su questo tema cruciale invitiamo i lettori a lasciare commenti sul sito della rivista.

Tra gli «Interventi» segnaliamo il lavoro di Cinzia De Marco e coll. che punta l’attenzione sul tema delle sigarette elettroniche, strumenti presentati come alternativa alle tradizionali...

Anche il 2018 si chiude con un numero doppio di E&P. Tra le tante sollecitazioni contenute in questo fascicolo segnaliamo l’editoriale firmato dalla Direzione scientifica sui conflitti di interesse: in quest’epoca di abnormi volumi informativi e di sfiducia nelle classi dirigenti, avere informazioni trasparenti sull’indipendenza di chi scrive è quanto mai essenziale; su questo tema cruciale invitiamo i lettori a lasciare commenti sul sito della rivista.

Tra gli «Interventi» segnaliamo il lavoro di Cinzia De Marco e coll. che punta l’attenzione sul tema delle sigarette elettroniche, strumenti presentati come alternativa alle tradizionali sigarette, ma che emettono numerose sostanze nocive tra cui la formaldeide, classificata come cancerogeno del gruppo 1 dalla IARC di Lione, e che per questo motivo dovrebbero essere oggetto di misure che ne regolamentino l’uso in ambienti pubblici. Nella stessa sezione, anche il lavoro di Patrizia Pasanisi ed Eleonora Bruno è di grande interesse e attualità: ci parla di una possibile funzione protettiva della prevenzione primaria, in particolare della nutrizione, nelle donne con carcinoma mammario di origine familiare.

Nella sezione «Strumenti e metodi», consigliamo la lettura dell’arguto contributo di Paolo Crosignani ed Edoardo Bai. Gli studi di epidemiologia analitica usano confrontare la frequenza dei casi occorsi in un’area di riferimento con quella in un’area esposta, per esempio a un inquinante ambientale, e poi, qualora i casi esposti siano più dei casi non esposti, tendono ad associare quell’eccesso all’esposizione. Si chiedono gli Autori se l’esposizione possa determinare un’anticipazione dell’evento malattia o morte e ritengono che anche tale anticipazione debba essere stimata.

Nella Sezione «Rassegne e articoli» la rivista accoglie contributi di epidemiologia riguardanti diverse aree del Paese: Achille Cernigliano e coll. ci parlano dell’allattamento in Sicilia, la cui pratica permane inferiore alle attese, specie nelle aree economicamente svantaggiate; Riccardo Pertile e coll. dell’aumento della proporzione di casi di aborto in Provincia di Trento, dove però le proporzioni sono tra le più contenute del Paese; Francesca Valent e coll. della frequenza d’uso nella Provincia di Udine degli inibitori di pompa protonica e ranitidina (antiacidi di ampia diffusione), farmaci troppo facilmente somministrati. Infine, Alessio Petrelli e coll. indagano sulla mortalità in Italia per livelli di istruzione e confermano che gli uomini più istruiti vivono in media 3 anni in più dei non istruiti, mentre per le donne il vantaggio è di 1,5 anni.

La rivista mantiene il suo costante interesse sull’amianto, a cui dedica sia parte della Rubrica dei libri curata da Franco Carnevale (questa volta affiancato da Fabio Capacci) sia la Rubrica del lavoro curata da Dario Consonni e Sara De Matteis. Tra le altre rubriche segnaliamo quella su SSN e partecipazione, dedicata all’ennesima spinta verso la privatizzazione della sanità in Lombardia, e quella sull’epigenetica, curata da Federica Rota e Valentina Bollati, su ritmi circadiani, benessere e salute.
Anche questa volta non perdetevi «Epichange» che, presentando un libro sulla storia dell’incidente industriale occorso a Manfredonia nel 1978, non perde occasione di offrire una più ampia riflessione sul ruolo dell’epidemiologia nello studio dei disastri ambientali.

Per ultimo, ma non certo per importanza, segnaliamo Environmental health challenges from industrial contamination, il supplemento curato da Ivano Iavarone e Roberto Pasetto, frutto del lavoro della Rete europea dei siti contaminati ICSHNet, un volume in cui vengono affrontati con uno sguardo unitario i diversi aspetti che caratterizzano la relazione tra siti contaminati e salute umana, dall’inquadramento concettuale alla metodologia, fino alle implicazioni di sanità pubblica.

Tanti temi in questo numero di E&P e un solo e unico obiettivo: far crescere la disciplina nel Paese e promuovere interventi che migliorino la vita delle persone.

Andrea Micheli

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