supplemento
Epidemiol Prev 2016; 40 (1): 3-6
DOI: https://doi.org/10.19191/EP16.1S1.P003.022

Identificazione, diagnosi precoce e sorveglianza degli ex-esposti ad amianto. A che punto siamo?

Identification, early diagnosis, and monitoring of workers exposed to asbestos. Where are we?

  • Enco Merler1

  • Eugenio Paci2

  • Dario Consonni3

  • Paolo Giorgi Rossi4,5

  1. Registro regionale veneto dei casi di mesotelioma, Servizio prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro (SPISAL), Azienda ULSS 16, Padova
  2. Epidemiologo, già afferente all’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica (ISPO), Firenze
  3. Unità di epidemiologia, Fondazione IRCCS Ca’ Granda – Ospedale Maggiore Policlinico, Milano
  4. Servizio interaziendale di epidemiologia, Azienda unità sanitaria locale, Reggio Emilia
  5. Arcispedale S. Maria Nuova, IRCCS, Reggio Emilia

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In Italia il bando dell’estrazione, produzione e commercializzazione di amianto e prodotti a base di amianto decretato nel 1992 ha interrotto le esposizioni lavorative più intense. La distanza temporale dal termine delle esposizioni lavorative per i soggetti esposti in passato è ormai dell’ordine di più di vent’anni. Da allora, la legislazione di protezione dei lavoratori sta garantendo a chi lavora oggi nei settori della decoibentazione e alla rimozione di materiali contenenti amianto un’adeguata informazione e formazione e dovrebbe garantire loro di operare in condizioni protette. Ciononostante, i casi di mesotelioma in Italia hanno continuato ad aumentare almeno fino a tutta la prima decade del nuovo millennio; infatti, sono ben più di ventimila i casi insorti nei vent’anni successivi al bando (21.463 casi registrati dal Registro nazionale dei mesoteliomi – ReNaM – nel periodo 1993-2012).