articolo scientifico
Epidemiol Prev 2020; 44 (5-6): 367-377
DOI: https://doi.org/10.19191/EP20.5-6.P367.012

Indagine epidemiologica sulla popolazione residente nell’area circostante un impianto di combustione di rifiuti solidi in Toscana

Epidemiological study on the population resident in the neighbourhood of an incinerator in Tuscany Region (Central Italy)

  • Elisabetta Chellini1

  • Stefano Pieroni2

  • Andrea Martini1

  • Giulia Carreras1

  • Daniela Nuvolone3

  • Francesca Torraca2

  • Ida Aragona2

  1. Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica, Firenze
  2. Dipartimento di prevenzione, Azienda unità sanitaria locale Toscana Nord Ovest, zona Versilia
  3. Agenzia regionale di sanità della Toscana, Firenze
Elisabetta Chellini -

Cosa si sapeva già

  • La maggior parte degli studi epidemiologici sinora effettuati su popolazioni residenti attorno a impianti di incenerimento dei rifiuti ha considerato gli inceneritori di vecchia generazione, caratterizzati da livelli elevati di emissione di inquinanti.
  • Le evidenze su potenziali effetti sanitari sono limitate o suggestive e riguardano alcuni tumori ed esiti della gravidanza.
  • Altri effetti sanitari ipotizzati più frequenti correlati a quelle stesse emissioni, quali malattie respiratorie e malattie circolatorie, necessitano di essere approfonditi.

Cosa si aggiunge di nuovo

  • Utilizzando i risultati di uno specifico studio di dispersione delle sostanze emesse dai due impianti operanti nello stesso sito in periodi diversi, questo studio ha mostrato, per alcune patologie tumorali, risultati consistenti con quelli di altri studi su popolazioni analoghe esposte a emissioni di inquinanti da impianti di vecchia generazione.

Riassunto:

OBIETTIVI: valutare se la popolazione residente nei dintorni di due impianti di combustione di rifiuti ubicati in uno stesso sito nel comune di Pietrasanta al confine con quello di Camaiore sia a maggior rischio per patologie correlabili agli inquinanti emessi.
DISEGNO:
studio di epidemiologia geografica
SETTING E PARTECIPANTI: l
a popolazione in studio è quella residente nei due comuni e nelle isoaree di inquinamento da particolato di diametro pari o inferiore a 2,5 µ (PM2,5) e poli-cloro-dibenzo-diossine/poli-cloro-dibenzo-furani (PCDD/F) definite con uno specifico studio di dispersione degli inquinanti emessi. Per ogni caso oncologico è stato estratto un controllo tra i residenti, dello stesso genere ed età del caso al momento della diagnosi. Per ogni nato prematuro o sottopeso è stato estratto un controllo nato nello stesso anno e appaiato anche per genere e residenza della madre.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME:
sono stati calcolati i tassi standardizzati (standard: popolazione europea) di mortalità e ricovero nei residenti dei due comuni per tumore del fegato, laringe, polmone, sarcoma dei tessuti molli (STM), linfoma non Hodgkin (LNH), mieloma multiplo, leucemia, malattie respiratorie esclusa l’influenza e malattie del sistema circolatorio. È stata esaminata anche la prevalenza degli esiti della gravidanza. Mediante modelli di regressione logistica condizionale per età e genere, è stato analizzato il rischio associato a ogni livello di PM2,5 e PCDD/F emessi dal vecchio impianto per i tumori e dal nuovo per gli esiti della gravidanza.
RISULTATI:
i tassi di mortalità e ospedalizzazione osservati nei due comuni sono analoghi a quelli del resto della Versilia. Vi è una tendenza alla distribuzione dei tumori nei livelli più elevati di inquinante con incrementi di rischio significativi per il livello più elevato:
• tumore del fegato: PM2,5 OR 2,3 (IC95% 1,5-3,6); PCDD/F OR 4,4 (IC95% 2,8-7,0);
• tumore della laringe: PCDD/F OR 3,2 (IC95% 1,5-6,7);
• tumore del polmone: PCDD/F OR 1,5 (IC95% 1,1-2,0);
• LNH: PCDD/F OR 8,5 (IC95% 3,1-23,5);
• leucemie: PCDD/F OR 4,1 (IC95% 1,8-9,3).
I rischi per STM, benché non significativi, sono consistenti con quelli di studi effettuati in aree caratterizzate da sorgenti di inquinamento da diossine. Per gli esiti della gravidanza si osserva solo un deficit significativo di prematuri nei due comuni rispetto al dato medio regionale e non si osservano eccessi di rischio nelle aree a maggiore inquinamento del nuovo impianto.
CONCLUSIONI:
è possibile che le emissioni del vecchio impianto abbiano avuto un impatto sulla salute della popolazione residente nei due comuni. Non si può comunque escludere che altri fattori (occupazione, stili di vita) possano aver svolto un ruolo sui rischi osservati. Migliori stime dei rischi potrebbero essere ottenute considerando anche le storie residenziali.

Parole chiave: epidemiologia geografica, inceneritori, tumori, esiti della gravidanza

Abstract:

OBJECTIVES: to evaluate the health impact of the emissions of two waste incinerators located in the same area in Pietrasanta (Tuscany Region, Central Italy) at the border with the municipality of Camaiore, especially for diseases suggested in previous studies to be related to those emissions.
DESIGN:
epidemiological geographic study.
SETTING AND PARTICIPANTS:
the study population was defined on the basis of residence in the two municipalities and in the areas characterized by Particulate Matter with diameter equal or less than 2.5 µm (PM2.5) and poli-chloro-dibenzo-dioxin / poli-chloro-dibenzo-furans (PCDD/F) pollution defined with a dispersion model. From the resident population, for each cancer case it was sampled a control, matched to case by gender and age at case’s diagnosis, and for each premature and low-weight newborn a control matched was sampled by year of birth, gender, and mother’s residence.
MAIN OUTCOME MEASURES:
standardized (standard: European population) mortality and hospitalization rates in the residents of the two municipalities were calculated for liver, larynx, lung cancer, soft tissue sarcoma (STM), non-Hodgkin lymphoma (NHL), multiple myeloma, leukaemia, flu-excluded respiratory diseases, and circulatory diseases. The risk related to each PM2.5 and PCDD/F pollution level from the old incinerator for cancer and from the new plant for reproductive outcomes was analysed using logistic conditional regression model adjusted by gender and age.
RESULTS:
the mortality and hospitalization rates observed in the study area are similar to those calculated for the Versilia area excluded the two municipalities under study. There is a higher case distribution in the higher pollution levels, with significant increases in the highest level:
• liver cancer: PM2.5 OR 2.3 (95%CI 1.5-3.6); PCDD/F OR 4.4 (95%CI 2.8-7.0);
• larynx cancer: PCDD/F OR 3.2 (95%CI 1.5-6.7);
• lung cancer: PCDD/F OR 1.5 (95%CI 1.1-2.0);
• NHL: PCDD/F OR 8.5 (95%CI 3.1-23.5);
• leukaemia: PCDD/F OR 4.1 (95%CI 1.8-9.3).
The risks estimated for STM, although non significant, are consistent with those obtained in previous studies undertaken in areas characterized by dioxin pollution. There is a deficit of premature births in the area under study compared to the regional area, and no differences are observed among the different pollution areas.
CONCLUSIONS:
it cannot be excluded that the emissions from the old incinerator had a health impact on the population living in the neighbourhood. Nevertheless, it is possible that other risk factors (occupations and life styles) could have had a role on the obtained results. Better estimates could be obtained also taking into consideration the residential histories of the subjects under study.

Keywords: geographical epidemiology, incinerator, cancer, reproductive outcomes


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