Epidemiologia&Prevenzione 2013, 37 (1) gennaio-febbraio

La sentenza di L’Aquila riaccende il dibattito sul rapporto tra scienza e potere politico

Bruna De Marchi

Come già la messa sotto accusa, così pure la sentenza del processo di L’Aquila con cui sono stati condannati sette esperti e funzionari della Commissione nazionale per la previsione e prevenzione dei grandi rischi (in breve, CGR) ha suscitato grande scalpore e alimentato forti controversie che vanno anche al di là del caso specifico. Non è mia intenzione commentare qui la sentenza e neppure i tratti legali della vicenda in quanto tali. Intendo piuttosto discutere brevemente alcuni aspetti comunicativi, con riferimento a due diverse fasi temporali che affronterò in un ordine inverso: prima quella successiva all’incriminazione, poi quella che a tale incriminazione ha portato.

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