Epidemiologia&Prevenzione 2016, 40 (2) marzo-aprile

Valutazione di impatto sulla salute: occasione per processi decisionali partecipati o strumento di persuasione per scelte già prese?

Giancarlo Sturloni

La valutazione di impatto sulla salute (VIS) è stata già sperimentata in decine di nazioni, e anche in Italia la riflessione è ormai sufficientemente matura per tentare un primo bilancio della sua effettiva capacità di offrire uno strumento inclusivo di prevenzione. L’analisi proposta si focalizza in particolare sulla capacità della VIS di soddisfare, grazie a un approccio partecipativo, uno dei suoi valori fondanti: la democraticità delle decisioni con un impatto sulla salute pubblica. La maggior parte delle esperienze condotte finora sembrano essere deludenti: la partecipazione è spesso assente o praticata in forma retorica. Talvolta la VIS è stata addirittura impiegata in modo strumentale per giustificare decisioni già prese, finendo per erodere la credibilità di esperti e istituzioni. In questo lavoro si intende dimostrare come, al contrario, un più ampio coinvolgimento nei processi di valutazione e decisione potrebbe migliorare l’efficacia della VIS in termini di prevenzione, favorendo nel contempo la costruzione di un rapporto di fiducia fra esperti, istituzioni e cittadini su cui fondare uno sviluppo ecologicamente e socialmente sostenibile.

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