Epidemiologia&Prevenzione 2017, 41 (3-4) maggio-agosto

Temporali e attacchi d’asma durante le stagioni polliniche

Maria D'Amato, Isabella Annesi-Maesano, Antonio Molino, Mauro Mormile, Carolina Vitale, Alessandro Vatrella, Alessandro Sanduzzi, Gennaro D'Amato

Si pensa comunemente che la pioggia abbatta i granuli pollinici e conseguentemente allevi i sintomi dei pazienti a essi allergici. Tuttavia, vi è evidenza che in condizioni meteorologiche particolari, per esempio di elevata umidità, come nei primi 20-30 minuti di un temporale, i granuli pollinici, assorbendo acqua e quindi idratandosi, possano andare incontro a rottura da shock osmotico, con conseguente liberazione di parte del loro contenuto, tra cui granuli di amido veicolanti allergeni, della dimensione ognuno di 0,5-2,5 micron. In alternativa alla rottura, la liberazione del contenuto citoplasmatico potrebbe avvenire in concomitanza con il costituirsi del tubo pollinico o per emissione diretta in conseguenza dell’idratazione dei granuli pollinici. Il particolato paucimicronico di derivazione citoplasmatica può penetrare in profondità nelle vie aeree inferiori inducendo l’insorgenza di manifestazioni asmatiche, talvolta anche di grave entità e di tipo epidemico. Ne deriva l’importanza di predire l’insorgenza di temporali nelle stagioni polliniche e di avvertire i soggetti con allergopatie respiratorie da pollini di evitare di uscire di casa nelle prime fasi di un temporale in primavera o, se colti per strada da un temporale, di entrare in un luogo chiuso e coprire le vie aeree con un fazzoletto o con una mascherina. È altresì importante che gli asmatici pratichino con regolarità la terapia antiasmatica e portino sempre con sé spray contenenti broncodilatatori e corticosteroidi.

epiprev.it Epidemiologia & Prevenzione
0