Epidemiologia&Prevenzione 2016, 40 (3-4) maggio-agosto

La prevenzione della sedentarietà nel Piano regionale della prevenzione lombardo 2015-2018: una strategia intersettoriale per lo sviluppo di programmi evidence-based

Liliana Coppola, Ennio Ripamonti, Danilo Cereda, Giusi Gelmi, Lucia Pirrone, Andrea Rebecchi

Il coinvolgimento di settori non sanitari nei processi di prevenzione e promozione della salute rappresenta un fattore strategico per potenziare l’impatto delle politiche sanitarie agendo anche su determinanti sociali, economici, politici e ambientali alla base delle patologie cronico-degenerative. In particolare, il dialogo tra il sistema sanitario e il know-how in tema di pianificazione urbana, rigenerazione urbanistica e sociale, trasporti ed empowerment di comunità rappresenta una sfida per realizzare policy e capacity building di promozione della salute. Presupposti per la collaborazione proficua di attori diversi sono la costruzione e la cura di reti intersettoriali. Il Piano regionale della prevenzione (PRP) lombardo 2015-2018 ha recepito questo approccio sviluppando programmi di rete con le scuole (rete delle scuole che promuovono salute – SPS) e con le aziende (rete delle aziende che promuovono salute – WHP) e adottando la strategia del progetto “Città sane” dell’Organizzazione mondiale della sanità, che si prefigge sviluppo di capacity building integrata tra servizi di prevenzione e stakeholder del territorio e della ricerca (i gruppi di cammino ne sono un esempio). I principali dati di impatto, in relazione alla prevenzione della sedentarietà, confermano la validità della strategia intersettoriale per i nuovi obiettivi (PRP 2015-2018): nella fascia dell’infanzia, 26.000 bambini vanno a scuola a piedi (pedibus); nella fascia degli adulti in età lavorativa il 57% delle 145 aziende aderenti al WHP sono coinvolte nell’area attività fisica; nella fascia degli adulti/anziani 18.891 cittadini aderiscono ai gruppi di cammino.

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