Epidemiologia&Prevenzione 2016, 40 (6) novembre-dicembre

I molti dubbi sul rapporto tra casi di microcefalia e infezione da virus Zika in Brasile

Roberto Ronchetti, Roberto Ronchetti, Pietro Massimiliano Bianco

Nel corso degli ultimi anni, il virus Zika si è rapidamente diffuso in tutta l’America centro-meridionale e negli ultimi mesi si è esteso anche agli Stati meridionali degli Stati uniti. In coincidenza con l’inizio dell’epidemia in Brasile è stato registrato un aumento dei casi di microcefalia, che ha destato preoccupazione e indotto l’Organizzazione mondiale della sanità a lanciare un allarme. Di certo il virus Zika è in grado di causare microcefalie nei feti di donne gravide che abbiano contratto infezione nei primi mesi di gravidanza; è ben noto che le stesse conseguenze possono avvenire anche nel caso di infezione da molti altri virus. Tuttavia, oltre l’80% dei casi di craniostenosi che verosimilmente si sono verificati in Brasile dal settembre 2015 a oggi si è concentrato in pochi stati del Nord-Est, dove già in passato si erano registrati picchi di tale malformazione. Inoltre, in nessuno dei 60 Paesi dove il virus Zika sta creando diffuse epidemie viene segnalata un’aumentata incidenza di microcefalia. In questo lavoro vengono discussi alcuni dubbi sul legame fra epidemia di microcefalia e virus Zika.

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