Epidemiologia&Prevenzione 2016, 40 (3-4) maggio-agosto

Enrico Modigliani e l’Opera di assistenza materna: i fattori di rischio della maternità illegittima nei primi anni del Novecento

Valeria Fano

Enrico Modigliani (1877-1931), pediatra romano dei primi del Novecento, fu precursore della moderna visione della salute materno-infantile. Convinto dell’importanza di una rete di assistenza sociosanitaria per i bambini “illegittimi” (nati al di fuori del matrimonio), cominciò la sua opera visitando di domenica in casa propria alcune ragazze-madri con i loro neonati.

Nel 1918 istituì l’Opera di assistenza materna, fondata sulla continuità tra domicilio e territorio, volta a fornire alle madri nubili strumenti di integrazione socioeconomica e nozioni di igiene. L’Opera incoraggiava l’allattamento e il riconoscimento del figlio, forniva supporto alle donne per trovare un lavoro compatibile con la loro condizione, promuoveva l’istituzione di sale di allattamento e asili nido nelle fabbriche. Nei primi cinque anni di attività furono assistite oltre 1.000 donne nubili; il 95% riconobbe il bambino e il 52% trovò un lavoro. Si registrò un tasso di mortalità dell’11%, molto inferiore rispetto al 35% osservato all’epoca tra le classi sociali più disagiate.
In questo articolo viene riproposta la Relazione di Modigliani sul primo quinquennio di funzionamento dell’Opera di assistenza materna, in gran parte dedicata allo studio sui fattori sociali della maternità illegittima: strutturata come un moderno report, con documenti fotografici e dati statistici, presenta una lettura delle disuguaglianze sociali e di genere sorprendentemente attuale.

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