Epidemiologia&Prevenzione 2018, 42 (5-6) settembre-dicembre

Donazione e trapianto d’organi: l’esperienza dello “sportello amico” dell’AOU Federico II (Napoli), tra nudging e medicina narrativa

Teresa De Pascale, Rossella Alfano, Oriana Barbieri, Ilaria Carannante, Filomena Marra, Daniela Schiavone, Laura Gentile, Davide Castrianni, Gaetano D'Onofrio, Gaetano Buonocore, Adriana Passione, Michele Santangelo, Maria Triassi, Fabiana Rubba

In Italia, per la manifestazione della volontà di donare vige il principio del consenso o del dissenso esplicito (art. 23 Legge n. 91 01.04.1999; decreto del Ministero della salute 08.04.2000). Secondo i dati dell’Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule (AIDO) nel 2017 in Campania in media 12,5 persone per milione hanno donato organi, a fronte di una media italiana pari a 23,7. La discrepanza in negativo tra il dato nazionale e quello regionale indica la necessità di promuovere interventi di sensibilizzazione della popolazione campana al fine di incrementare il ricorso a una pratica tuttora spesso oggetto di preconcetti e scarse conoscenze. Questo lavoro descrive il progetto pilota che lo “Sportello amico trapianti” ha avviato nel 2017 per promuovere la donazione degli organi all’interno dell’AOU Federico II di Napoli.
La prima fase del progetto, ispirata alla teoria dei nudge (pungolo in italiano), ossia la “spinta gentile” per indirizzare i processi decisionali di gruppi e individui, ha avuto luogo durante l’evento “Atelier della salute”, manifestazione organizzata dalla Scuola di medicina e chirurgia e dall’AOU Federico II, Napoli, ed è consistita nella somministrazione di un questionario a un gruppo di 60 persone. Le dodici domande sottoposte ai volontari volevano saggiare il livello di conoscenza generale in merito a donazioni e trapianti. In base all’analisi delle risposte, un panel di 7 esperti (due epidemiologi, un’assistente sociale, due esperte in comunicazione pubblica e istituzionale, una biologa esperta di donazioni di cellule staminali ematopoietiche e un trapiantologo, addetti al Coordinamento e monitoraggio delle attività di sensibilizzazione) ha identificato gli elementi critici su cui focalizzarsi per sensibilizzare la popolazione.
Per la seconda fase del progetto è stato approntato un laboratorio letterario allo scopo di ottenere l’individuazione di nudge. Il testo selezionato è il romanzo Non lasciarmi di Kazuo Ishiguro, incentrato sulla donazione di organi in un contesto distopico, in cui i protagonisti sono cloni creati per facilitare le donazioni di organi. Al laboratorio hanno partecipato 6 studenti: tutti hanno individuato lo scenario distopico come possibile “spinta” da utilizzare al fine di umanizzare l’approccio a donazione e trapianto.
In conclusione, secondo l’esperienza qui descritta, pare che la metodologia dei nudge possa essere utilizzata anche al fine di potenziare la sensibilizzazione e l’adesione alla donazione trapianti.

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