Epidemiologia&Prevenzione 2016, 40 (2) marzo-aprile

Definizione e diffusione di un regolamento per l’edilizia bio-ecosostenibile nei Comuni della ASL 11 di Empoli: punti di forza e criticità

Maria Grazia Petronio, Francesca Battisti

L’ambiente costruito costituisce uno dei determinanti sociali di salute più rilevanti, ma con l’avvento dell’autocertificazione i servizi di igiene hanno perso la competenza sulla verifica dei singoli progetti e spesso sono stati esclusi dal processo di formazione di piani e regolamenti urbanistici. Al contempo, negli ultimi anni nella costruzione degli edifici è diminuita l’attenzione alla salubrità del contesto, alla corretta esposizione al sole e alle correnti d’aria, al comfort, ai materiali da costruzione, ai consumi di risorse e alla produzione di rifiuti. Per cercare di affrontare questi temi il Dipartimento di prevenzione (DP) della ASL 11 di Empoli ha proposto e coordinato un gruppo di lavoro (GdL) interistituzionale che ha visto la partecipazione di altri enti, quali l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (ARPAT), l’Agenzia per lo sviluppo del circondario empolese Valdelsa (ASEV), la Società della salute (SdS) di Empoli e del Valdarno inferiore e soprattutto l’attivo coinvolgimento di sindaci e tecnici dei Comuni del territorio. Scopo del lavoro è stato di condividere e definire in maniera omogenea per tutti i 15 Comuni afferenti alla ASL uno strumento regolamentare (Regolamento per l’edilizia bio-ecosostenibile, RES) con il quale disciplinare le trasformazioni edilizie secondo criteri di compatibilità ambientale, ecoefficienza energetica, comfort e salubrità degli ambienti interni, incentivando il risparmio e l’uso razionale delle risorse primarie, la riduzione dei consumi energetici, l’utilizzo di energie rinnovabili e riportando il binomio ambiente e salute al centro della progettazione dell’ambiente costruito. Al GdL hanno attivamente partecipato tecnici di 6 Comuni. Lo strumento è stato adottato (dunque reso norma cogente) in 8 dei 15 Comuni con una sovrapposizione quasi totale rispetto all’effettiva partecipazione al GdL. La partecipazione attiva di coloro che materialmente svolgono il lavoro di esame delle pratiche edilizie ha, dunque, segnato la differenza nel passaggio dalla fase teorica a quella pratica. Il livello di formazione raggiunto da tutti gli operatori che hanno collaborato e la motivazione, l’entusiasmo e l’affiatamento suscitati dal metodo di lavoro sono stati aspetti rilevanti che fanno ritenere che il suddetto possa essere esteso anche ad altri campi di intervento interdisciplinari e interistituzionali.

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