Epidemiologia&Prevenzione 2011, 35 (5-6) settembre-dicembre

Condizione militare e morbosità per cancro: il punto della situazione

Mario Stefano Peragallo, Francesco Urbano, Giuseppe Sarnicola, Florigio Lista, Alfredo Vecchione

Dopo la segnalazione di un eccesso significativo di linfomi diHodgkin nelle truppe italiane impiegate in Bosnia e in Kosovo negli anni 1995- 2001, è stato è istituito un sistema di sorveglianza delle neoplasie maligne nei militari. Secondo i risultati preliminari, l’incidenza per tutti i tumori tra il 1996 e il 2007 è apparentemente molto bassa e per il linfoma diHodgkin non si discosta dai valori attesi; l’eccesso di casi di questo tumore nel 2001-2002 è legato a un picco d’incidenza nel 2000 nell’intera popolazionemilitare, non è associato alla permanenza nella ex-Jugoslavia e rappresenta probabilmente un evento casuale. Nell’intera popolazione militare è infine osservabile un incremento significativo di casi di cancro della tiroide. La stima dei tumori realmente incidenti nella popolazionemilitare, inclusi i casi che sfuggono alla sorveglianza, non differisce significativamente dai valori attesi, tranne per l’incidenza del cancro della tiroide, apparentemente triplicata.Tale aumento è probabilmente dovuto a un bias di selezione. I risultati della sorveglianza concordano con quelli relativi ai contingentimilitari di altre nazioni impiegati nelle aree dell’Iraq e dei Balcani ove sono state utilizzatemunizioni con proiettili di uranio impoverito, nei quali non è stato fino a ora evidenziato un incremento dell’incidenza di neoplasiemaligne. In ragione delle particolari caratteristiche della popolazionemilitare, la valutazione dellamorbosità per cancro nelle forze armate potrà tuttavia difficilmente essere esaustiva, in assenza di unamodifica della normativa vigente che consenta, nel rispetto della privacy, il collegamento tra i record individuali del personalemilitare e gli archivi sanitari del servizio sanitario nazionale.

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