Epidemiologia&Prevenzione 2016, 40 (6) novembre-dicembre

Una revisione sistematica degli studi epidemiologici basati su coorti CeDAP in Italia. Possibile pensare a una coorte di nascita multicentrica?

Cristina Canova, Gisella Pitter, Patrizia Schifano

INTRODUZIONE: le coorti di nascita sono uno strumento necessario per lo studio degli effetti delle esposizioni in gravidanza e nel primo periodo di vita sullo sviluppo e la salute nell’età pediatrica e adulta. I Registri dei certificati di assistenza al parto (CeDAP), integrati con altri flussi sanitari amministrativi correnti, consentono di costituire coorti di nascita da seguire nel tempo.
OBIETTIVI: effettuare una revisione sistematica di tutti gli studi pubblicati che hanno fatto uso di dati CeDAP in modo da fornire un quadro dell’attuale utilizzo a fini epidemiologici di tali dati, analizzarne vantaggi e limiti e delinearne i potenziali sviluppi futuri.
METODI:
la revisione è stata effettuata in doppio utilizzando PubMed per identificare tutti gli articoli di ricerca peer-reviewed pubblicati fino a novembre 2015 in inglese o in italiano, utilizzando combinazioni di testo libero e termini MeSH, ove disponibili. Le informazioni pertinenti per gli articoli inclusi sono state raccolte in doppio ed eventuali divergenze sono state discusse e risolte.
RISULTATI:
la stringa di ricerca ha identificato 720 lavori, di cui 35 rispondenti ai criteri adottati. Solo poche regioni hanno utilizzato i CeDAP a fini di ricerca epidemiologica, in particolare Lazio, Umbria, Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia. Solo metà degli studi è di tipo analitico; gli altri sono di carattere descrittivo. I temi maggiormente studiati sono la presenza di malformazioni e la frequenza di taglio cesareo. La maggior parte dei lavori ha utilizzato solo i dati al momento del parto, mentre solo 5 lavori hanno adottato un approccio di tipo longitudinale.
CONCLUSIONI:
il registro CeDAP rappresenta un’importante fonte di dati per la ricerca epidemiologica e potrebbe essere utilizzato in misura decisamente maggiore di quanto non lo sia ora, sia a fini eziologici sia per la valutazione dei servizi sanitari. Vista l’omogeneità del registro tra regioni si potrebbe, inoltre, realizzare una coorte di nascita multiregionale su base di popolazione da aggiornare regolarmente.





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