Epidemiologia&Prevenzione 2017, 41 (5-6) settembre-dicembre

Test di ammissione al corso di laurea in Medicina e chirurgia e carriera universitaria: l’esperienza nelle sedi piemontesi

Giuseppe Migliaretti, Corrado Magnani, Salvatore Bozzaro, Roberta Squilini, Ilaria Stura, Marco Krengli, Giuseppe Costa, Franco Cavallo

OBIETTIVI: rilevare la capacità del test di ammissione al corso di laurea in Medicina e chirurgia nel predire il curriculum accademico degli studenti presso le sedi piemontesi tramite i primi risultati.
DISEGNO: studio di coorte. La base dello studio è costituita da tutti gli studenti che nell’anno accademico (A.A.) 2014-2015 si sono iscritti al primo anno del corso di laurea in Medicina e chirurgia in una delle tre sedi piemontesi (Torino Molinette, Torino San Luigi, Novara), monitorati durante il periodo gennaio 2015-febbraio 2016.
SETTING E PARTECIPANTI: sono stati considerati i 781 studenti che si sono iscritti al primo anno del corso di laurea in Medicina e chirurgia delle tre sedi piemontesi nell’A.A. 2014-2015, suddivisi in due gruppi: regolari, cioè iscritti dopo aver superato il test d’ammissione (n. 605), e ricorsisti TAR, cioè iscritti dopo avere vinto ricorso al TAR (n. 176).
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: sono stati definiti tre indicatori di performance universitarie basati sul numero di esami superati alla fine del primo anno: A1. superare almeno uno degli esami richiesti al primo anno; A2. superare almeno metà degli esami richiesi al primo anno; A3. superare tutti gli esami richiesti al primo anno. Le analisi statistiche sono basate su: valore predittivo positivo (VPP) e relativo intervallo di confidenza al 95%; odds ratio (OR) e relativi intervalli di confidenza al 95%, aggiustati per sesso, età, tipo di diploma e voto di maturità, stimati mediante modelli di regressione logistica.
RISULTATI: i risultati mostrano la capacità predittiva del test d’ammissione di buone performance universitarie e la relazione resta evidente e statisticamente significativa anche dopo l’aggiustamento per i fattori di confondimento. I risultati mettono in luce, peraltro, che la differenza tra regolari e ricorsisti TAR si accentua alzando la soglia di difficoltà (da A1 ad A3).
CONCLUSIONI: i risultati vanno letti con tutte le cautele del caso, legate in particolare al breve periodo di osservazione e alle informazioni limitate alle sedi piemontesi. In generale, però, sembrano confermare l’importanza del test di ammissione e mostrano che studenti con punteggi bassi al test potrebbero avere serie difficoltà già al primo anno a superare entro i termini gli esami previsti.

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