Epidemiologia&Prevenzione 2016, 40 (6) novembre-dicembre

Sviluppo di un modello predittivo di decesso o ricovero d’urgenza per l’individuazione degli anziani fragili

Paolo Pandolfi, Natalina Collina, Paolo Marzaroli, Elisa Stivanello, Muriel Assunta Musti, Chiara Giansante, Vincenza Perlangeli, Lorenzo Pizzi, Sara De Lisio, Fausto Francia

OBIETTIVI: sviluppare e validare un modello predittivo di decesso o ricovero ospedaliero in urgenza in soggetti di età ≥65 anni.
DISEGNO:
lo studio di coorte è basato su 9 banche dati aziendali e comunali collegate tra loro.
SETTING E PARTECIPANTI:
il modello è stato sviluppato sulla popolazione di età ≥65 anni residente al 01.01.2011 da almeno due anni nel comune di Bologna. Sono stati inclusi 96.000 soggetti.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME:
l’esito è stato definito in base alla presenza di un ricovero d’urgenza oppure di decesso durante l’anno di follow-up (tutto il 2011) ed è stato studiato con un modello di regressione logistica, di cui sono state valutate le capacità predittive attraverso l’area sotto la curva Roc, il test di Hosmer-Lemeshow e lo score di Brier sul campione di derivazione (2/3 della popolazione), sul campione di validazione (1/3 della popolazione) e su un campione della popolazione di età ≥65 anni residente a Bologna al 01.01.2012 dopo aver applicato i coefficienti delle variabili individuate sul campione di derivazione. A partire dai coefficienti di regressione, per ogni soggetto sono stati costruiti gli indici di fragilità (risk score) e categorizzati in classi di rischio.
RISULTATI:
il modello risulta composto da 28 variabili e ha buone performance predittive. L’area sotto la curva Roc nel campione di derivazione è 0,77 e il test di Hosmer-Lemeshow è risultato non significativo, con uno score di Brier uguale a 0,11. Simili performance sono state ottenute negli altri due campioni considerati. All’aumentare della classe di rischio aumentano l’età media, il numero medio di ricoveri, il numero di accessi al pronto soccorso e la poliprescrizione farmaceutica, mentre diminuisce il reddito medio.
CONCLUSIONE:
il modello sviluppato ha buone capacità predittive. L’indice di fragilità potrà essere utilizzato, a supporto di una medicina proattiva, per stratificare la popolazione, al fine di pianificare interventi clinico-assistenziali o preventivi e identificare i soggetti beneficiari di specifiche attività di promozione alla salute.






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