Epidemiologia&Prevenzione 2016, 40 (1) gennaio-febbraio

Sull’incremento della mortalità in Italia nel 2015: analisi della mortalità stagionale nelle 32 città del Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera

Paola Michelozzi, Francesca De' Donato, Matteo Scortichini, Manuela De Sario, Federica Asta, Nerina Agabiti, Ranieri Guerra, Annamaria de Martino, Marina Davoli

INTRODUZIONE: l’Istat ha segnalato un aumento dei decessi nei primi otto mesi del 2015 con un incremento stimato dell’11,3%. Nell’estate 2015 è stato osservato nelle città italiane un aumento della mortalità associato all’ondata di calore.
OBIETTIVI: valutare la mortalità nel 2015 utilizzando i dati del “Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera” (SiSMG) attivo in 32 città.
DISEGNO: attraverso modelli di serie temporale è stata effettuata un’analisi della mortalità e delle variazioni stagionali nel 2015 (popolazione: 65+ anni) attraverso un confronto con un periodo di riferimento (anni 2009-2013); la variabilità stagionale del 2015 è stata confrontata con quella osservata nel 2012, 2013 e 2014. A Roma è stata condotta un’analisi della mortalità per causa, genere e classi di età.
RISULTATI: i dati confermano l’elevata mortalità nel 2015 in Italia (+11%), con un eccesso più elevato nei mesi invernali (+13%) che coincide con i picchi influenzali e non è correlabile alle basse temperature. L’elevata mortalità estiva (+10%) è attribuibile all’intensa ondata di calore dell’estate 2015. Il deficit di mortalità osservato durante l’estate 2014 (-5,9%) potrebbe aver potenziato l’impatto dell’epidemia influenzale e dell’ondata di calore del 2015 (aumento della quota di suscettibili). A Roma si è osservato un incremento di mortalità invernale nella popolazione molto anziana (85+ anni) per cause cardiovascolari e respiratorie. L’eccesso di mortalità estiva, oltre che nella popolazione anziana, è stato osservato anche nella fascia di età 15-64 anni.
CONCLUSIONE: i risultati indicano la necessità di un uso tempestivo dei dati di mortalità per valutare l’impatto di fattori di rischio. E’ indispensabile potenziare gli interventi di prevenzione mirati a sottogruppi di popolazione a rischio (per esempio: Piano operativo caldo, campagna di vaccinazione antinfluenzale).

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