Epidemiologia&Prevenzione 2016, 40 (5) settembre-ottobre Suppl. 1

SENTIERI-ReNaM: Risultati

Alessandra Binazzi, Amerigo Zona, Alessandro Marinaccio, Caterina Bruno, Marisa Corfiati, Lucia Fazzo, Simona Menegozzo, Carmela Nicita, Roberto Pasetto, Roberta Pirastu, Marco De Santis, Pietro Comba, Gruppo di Lavoro SENTIERI-ReNaM

È stata analizzata l’incidenza del mesotelioma nei siti di interesse nazionale per le bonifiche (SIN) per stimare l’impatto dell’esposizione ad amianto sulla salute dei residenti. Grazie al contributo informativo dei centri operativi regionali (COR), reso disponibile attraverso il Registro nazionale dei mesoteliomi (ReNaM), è stato possibile distinguere il contributo delle esposizioni professionali e ambientali. Eccessi nell’incidenza di mesotelioma sono stati confermati nei siti con storia di pregresso utilizzo diretto dell’amianto, come «Balangero», «Casale Monferrato», «Broni» e «Bari-Fibronit», e nelle aree costiere per la presenza della cantieristica navale e di altre attività industriali che hanno comportato ampi utilizzi di amianto, come «Trieste», «Pitelli- Spezia», «Venezia-Porto Marghera» e «Aree industriali di Livorno ». Un aumento nell’incidenza di mesotelioma è stato osservato anche in siti dove non è riportato l’amianto tra le cause che ne hanno determinato l’inclusione tra i siti di interesse nazionale per le bonifiche, come «Cengio e Saliceto », «Falconara Marittima», «Bacino idrografico del fiume Sacco», «Litorale Domizio Flegreo e Agro Aversano», «Milazzo » e «Gela». Gli eccessi emersi in diversi SIN confermano come nei siti contaminati italiani si concentri una quota significativa di casi di mesotelioma osservati a livello nazionale. L’analisi del rischio professionale negli studi con disegno ecologico contribuisce ad attribuire un peso ai fattori eziologici di patologie come il mesotelioma, che presentano una componente occupazionale.

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