Epidemiologia&Prevenzione 2020, 44 (4) luglio-agosto

Rivalutazione del carico di danni dovuti agli infortuni mortali sul lavoro in Italia, 1951-2017

Filippo Ariani, Alberto Baldasseroni, Marco Biffino, Gianpaolo Romeo, Miriam Levi

INTRODUZIONE: gli infortuni lavorativi in Italia sono censiti principalmente da Inail; le statistiche riportano il numero di eventi suddiviso per tipo di esito (temporaneo, permanente, mortale). I dati pre-2001 includono i casi mortali solo se indennizzati a superstiti (tipicamente coniuge, figli).
OBIETTIVI:
stimare il numero di infortuni mortali senza superstiti occorsi a lavoratori, assenti nelle statistiche Inail 1951-2000; valutare gli infortuni lavorativi italiani del periodo 1951-2017, con ogni tipo di esito, nei termini degli indicatori dello studio Global Burden of Disease (GBD): years lived with disability (YLD) years of life lost (YLL), disability-adjusted life years (DALY), per consentire l’aggregazione e il paragone di eventi con esiti diversi e degli infortuni con altre patologie.
DISEGNO:
valutazione della stabilità del rapporto tra infortuni mortali con e senza superstiti del periodo osservabile (2001-2017); applicazione retrospettiva del rapporto ai dati 1951-2000. Riconduzione dei dati Inail individuali alle categorie di lesione GBD; calcolo dei corrispondenti YLL, YLD, DALY; determinazione dei parametri medi per tipo di evento; applicazione ai dati italiani 1951-2017.
SETTING E PARTECIPANTI:
infortuni lavorativi riconosciuti da Inail in Italia nel periodo 1951-2017.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME:
numero di infortuni, YLD, YLL, DALY.
RISULTATI:
gli infortuni mortali di lavoratori senza superstiti, assenti nelle statistiche nel periodo 1951-2000, sono stimati in 26.218 casi, corrispondenti a circa 1,4 milioni di YLL. Le conseguenze totali degli infortuni (temporanei, permanenti, mortali con e senza superstiti) di tale periodo assommano a 11,5 milioni di DALY, di cui la componente mortale è 5,1 milioni di YLL.
CONCLUSIONI:
il numero totale stimato di infortuni lavorativi mortali del cinquantennio 1951-2000 corrisponde a una rivalutazione del 28% circa rispetto ai dati censuari. In termini di YLL, la rivalutazione raggiunge il 37%, per la maggiore aspettativa di vita dei lavoratori senza superstiti, tipicamente più giovani. L’aumento riferito ai DALY complessivi è 14%. Lungo l’intero periodo 1951-2017, si osserva una riduzione del danno e un suo cambiamento qualitativo, con contrazione dal 55% al 30% circa della componente dovuta alla mortalità (YLL/DALY).







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