Epidemiologia&Prevenzione 2020, 44 (5-6) settembre-dicembre Suppl. 2

Ritardi maturati dai programmi di screening oncologici ai tempi del COVID-19 in Italia, velocità della ripartenza e stima dei possibili ritardi diagnostici

Paola Mantellini, Francesca Battisti, Paola Armaroli, Pamela Giubilato, Leonardo Ventura, Manuel Zorzi, Jessica Battagello, Priscilla Sassoli de Bianchi, Carlo Senore, Marco Zappa

OBIETTIVI: descrivere l’andamento dei programmi di screening oncologico organizzato sul territorio nazionale durante l’emergenza COVID-19; fornire le stime delle diagnosi di lesioni maligne o pre-maligne che subiranno un ritardo diagnostico a causa del rallentamento delle attività di screening.
DISEGNO:
survey quantitativa con raccolta di dati aggregati per singola Regione e complessivamente per l’Italia relativi a test di screening effettuati nel periodo gennaio-maggio 2020 a confronto con quelli dello stesso periodo del 2019; stima dei ritardi diagnostici a partire dal calcolo del tasso di identificazione medio degli ultimi 3 anni disponibili (specifico per Regione).
SETTING E PARTECIPANTI:
programmi italiani di screening oncologico organizzato. I dati sono relativi ai test effettuati nella popolazione target per lo screening dei tumori della mammella (donne 50-69 anni), della cervice uterina (donne 25-64 anni) e del colon retto (donne e uomini 50-69 anni).
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME:
il ritardo cumulato (in numeri assoluti e in percentuale) nel periodo gennaio-maggio 2020 rispetto allo stesso periodo 2019, per Regione; la differenza di test di screening (in numero assoluto e in percentuale) eseguiti del mese di maggio 2020 rispetto a maggio 2019; la stima del numero di lesioni diagnosticate in meno rispetto al 2019 con relativi intervalli di confidenza al 95%; i “mesi standard” di ritardo (proporzione di test in meno effettuati da gennaio a maggio 2020 per il numero corrispondente di mesi).
RISULTATI:
hanno aderito 20 Regioni/PA su 21. Nei mesi gennaio-maggio 2020 i test di screening effettuati in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 sono stati 472.389 (pari al 53,8%) per lo screening mammografico, 585.287 (pari al 54,9%) per lo screening colorettale e 371.273 (pari al 55,3%) per lo screening cervicale, con un ritardo medio di 2,7, 2,7 e 2,8 mesi standard, rispettivamente. Il numero stimato di lesioni non diagnosticate è di: 2.201 carcinomi mammari (IC95% 2.173-2.220); 645 (IC95% 632-661) carcinomi colorettali, 3.890 (IC95% 3.855-3.924) adenomi avanzati del colon retto e 1.497 (IC95% 1.413-1.586) lesioni CIN2 o più gravi.
CONCLUSIONI:
è necessario che i programmi di screening siano riavviati il più rapidamente possibile. Affinché si possa recuperare il ritardo che si sta accumulando, è necessario prevedere orari più ampi di erogazione, maggiori risorse e nuove modalità organizzative. Sarà, inoltre, fondamentale elaborare strategie comunicative adatte a promuovere la partecipazione nel contesto attuale.






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