Epidemiologia&Prevenzione 2016, 40 (1) gennaio-febbraio Suppl. 1

Rischio di tumore del polmone negli ex-esposti ad amianto

Francesco Barone-Adesi, Dario Mirabelli, Corrado Magnani

I tumori polmonari amianto-correlati costituiscono un importante e in parte misconosciuto problema di sanità pubblica. La presente rassegna valuta le conoscenze epidemiologiche su alcuni aspetti di interesse nell’associazione tra amianto e tumore polmonare. Stime accurate dell’esatto numero di tumori polmonari dovuti all’amianto sono difficili da produrre, ma è verosimile che tale numero sia molto maggiore di quello dei mesoteliomi che insorgono nella popolazione. Studi epidemiologici recenti supportano l’opinione che esista un’esposizione lineare e senza soglia tra l’esposizione cumulativa ad amianto e il rischio di sviluppare una neoplasia polmonare. Recentemente, le differenze di rischio associate ai diversi tipi di amianto sono state notevolmente ridimensionate. Come diretta conseguenza di ciò, appare ancora più evidente la necessità di promuovere il bando di tutti i tipi di amianto nei Paesi che ancora lo utilizzano. Il rischio di sviluppare un tumore polmonare associato all’esposizione ad amianto cambia nel corso del tempo, raggiungendo il valore massimo 10-15 anni dopo l’esposizione, per iniziare poi a ridursi. Ciò sottolinea l’importanza di cessare l’esposizione ad amianto il prima possibile, anche nel caso di individui che hanno subito un’esposizione di lunga durata. La cessazione dell’abitudine al fumo è la più importante forma di prevenzione del tumore polmonare per gli individui che hanno avuto una precedente esposizione ad amianto. I risultati di studi recenti confermano che la cessazione del fumo è associata a una marcata riduzione del rischio tumorale negli ex-esposti ad amianto, in maniera simile a quanto osservato nella popolazione generale. Questo sottolinea l’importanza di promuovere interventi di cessazione del fumo mirati ai gruppi di ex-esposti ad amianto.

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