Epidemiologia&Prevenzione 2019, 43 (1) gennaio-febbraio

Percezione dell’esistenza di un conflitto di interessi in chi opera in strutture di sanità pubblica

Emanuele Crocetti

INTRODUZIONE: il rapporto di lavoro con una struttura di sanità pubblica prevedere una remunerazione che in molti casi è la principale fonte di reddito, si svolge nell’ambito di una struttura gerarchica, i cui vertici vengono nominati dalla politica. Obiettivi e priorità possono cambiare, quindi, a seconda della politica prevalente.
OBIETTIVI:
verificare la percezione dell'esistenza di un conflitto d’interessi nel rapporto di lavoro con una struttura di sanità pubblica.
DISEGNO:
studio descrittivo.
SETTING E PARTECIPANTI:
autori dei contributi pubblicati negli anni 2016-2017 in Epidemiologia&Prevenzione (E&P).
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME:
numero di autori e di dichiarazioni di conflitto d’interessi.
RISULTATI:
nei 12 numeri pubblicati da E&P nei due anni in esame sono stati valutati 144 contributi redatti da 630 autori. Il 16% dei contributi non aveva la dichiarazione di conflitti d’interessi; 10 contributi (6,9%) avevano una dichiarazione di un qualche conflitto; 13 tra i 630 autori (2,0%) hanno dichiarato un conflitto. Delle dichiarazioni 2 (2/630; 0,3%) facevano riferimento al proprio rapporto di lavoro.
CONCLUSIONI:
il contesto in cui si trova chi opera in strutture di sanità pubblica non sembra favorire l’indipendenza di pensiero: solo lo 0,3% degli autori ha indicato il proprio rapporto di lavoro fra i conflitti d’interesse. In generale solo il il 2% degli autori ha dichiarato di avere un conflitto di interesse. La necessità di discutere sul conflitto d’interesse, sulla sua consapevolezza e sul suo controllo dovrebbe essere un’azione prioritaria della comunità scientifica, delle associazioni scientifiche e delle riviste.







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