Epidemiologia&Prevenzione 2021, 45 (1-2) gennaio-aprile

L’esperienza toscana sul processo di dismissione dell’amianto a 28 anni dal bando: criticità e prospettive future

Alessia Angelini, Elisabetta Chellini, Piergiuseppe Calà

OBIETTIVI: esaminare l’andamento delle attività di bonifica e smaltimento dei materiali contenenti amianto (MCA) in Toscana, della relativa forza lavoro impiegata e di come tali attività si inquadrano e si riflettono nel panorama italiano.
DISEGNO: studio descrittivo sul processo di bonifica amianto in Toscana.
SETTING E PARTECIPANTI: Relazioni art. 9 redatte secondo la L. 257/92 pervenute alla Regione Toscana dal 1993 al 2019; l’invio telematico on-line delle relazioni è disponibile dal 2011.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: quantitativi e caratteristiche dei MCA utilizzati o rimossi, suddivisi per matrice compatta e friabile, e quelli conferiti agli impianti di stoccaggio temporaneo e/o in discarica, dal 1995 al 2019; dai dati on-line, il numero degli addetti in attività eseguite in presenza di amianto, suddivise per tipologia di attività e durata. 
RISULTATI: dal 1993 al 2019, la Regione Toscana ha ricevuto un totale di 5.284 Relazioni art. 9. Dal 1995 al 2019, in Toscana sono state bonificate un totale di 423.487 tonnellate di MCA, suddivise tra 402.897 in matrice compatta e 20.590 in matrice friabile. Nell’ultimo quinquennio, i lavoratori impiegati in queste attività sono stati mediamente pari a 1.500, con un ammontare complessivo di circa 182.000 ore l’anno di attività a contatto con MCA.
CONCLUSIONI: le Relazioni art. 9 sono uno strumento essenziale per monitorare l’andamento dei processi di bonifica dei MCA, anche a supporto delle politiche di incentivazione dei processi medesimi, che procedono ancora troppo lentamente: a distanza di 28 anni dal bando, ancora i tre quarti di quanto era installato sul territorio resta in opera. Inoltre, attraverso le Relazioni art. 9, è possibile ottenere un elenco di lavoratori potenzialmente esposti verosimilmente a dosi decisamente più basse di quelle subite nel passato; questo elenco può essere analizzato come coorte oppure utilizzato per individuare lavoratori ex-esposti che possono beneficiare della sorveglianza sanitaria prevista nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza della prevenzione collettiva. 

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