Epidemiologia&Prevenzione 2014, 38 (1) gennaio-febbraio

La mortalità per causa violenta negli immigrati in Toscana dai Paesi a forte pressione migratoria

Laura Indiani, Andrea Martini, Elisabetta Chellini

OBIETTIVI: esaminare le caratteristiche e l’andamento della mortalità per causa violenta specifica negli immigrati residenti in Toscana e confrontare quanto osservato negli italiani residenti nella stessa regione.
DISEGNO: studio descrittivo effettuato utilizzando i dati del Registro di mortalità regionale toscano.
SETTING E PARTECIPANTI: decessi 1997-2008 per causa violenta in cittadini definiti “italiani” e “immigrati” (cittadini non italiani che provengono da Paesi a forte pressione migratoria - PFPM) residenti in Toscana.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: numero di decessi, mortalità proporzionale e tassi standardizzati (standard: popolazione europea) di mortalità troncati 15-64 anni per 100.000 per causa accidentale specifica, per genere e per popolazione (PFPM e italiani) nel 1997-2008 e relativi intervalli di confidenza al 95% (IC95%); trend dei tassi standardizzati di mortalità troncati 15-64 anni per causa violenta in immigrati e italiani nel 2002-2008.
RISULTATI: nel 1997-2008 sono stati registrati fra gli immigrati 315 decessi per causa violenta. Il confronto tra PFPM e italiani non ha rivelato alcuna differenza significativa nella mortalità per incidente stradale e per infortunio sul lavoro. I suicidi risultano significativamente più frequenti tra gli italiani maschi (tasso troncato: italiani 9,3; IC95% 8,7-10,0 vs. PFPM 4,3; IC95% 2,4-6,2) e gli omicidi tra gli stranieri maschi (tasso troncato: italiani 0,6; IC95% 0,4-0,8 vs. PFPM 3,2; IC95% 1,7-4,7). I decessi per altri traumatismi risultano più frequenti negli italiani in entrambi i generi. I trend dei tassi troncati di mortalità specifica per causa indicano una progressiva riduzione del divario tra immigrati e italiani.
CONCLUSIONE: in Toscana, i tassi di mortalità per alcune cause accidentali specifiche sono significativamente differenti tra immigrati e italiani, nondimeno nell’ultimo periodo il gap si sta riducendo, a indicare un progressivo inserimento della popolazione immigrata.

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