Epidemiologia&Prevenzione 2020, 44 (5-6) settembre-dicembre Suppl. 2

Interrompere le catene di trasmissione di COVID-19 in Italia: indagine tra i Dipartimenti di prevenzione

Stefania Salmaso, Francesca Zambri, Francesca Zambri, Matteo Renzi, Angela Giusti

INTRODUZIONE: l’efficacia delle misure di controllo della pandemia di COVID-19 non può prescindere dalla capacità dei sistemi di sorveglianza di identificare e isolare tempestivamente le persone contagiose e i loro contatti.
OBIETTIVI: descrivere alcuni aspetti organizzativi e di risorse coinvolte nel controllo della pandemia da COVID-19.
DISEGNO: rilevazione trasversale sulle attività condotte nel mese di aprile 2020.
SETTING E PARTECIPANTI: durante il mese di maggio 2020 è stata condotta una ricognizione rapida di metodi e strumenti adottati dalle ASL. Sono state raccolte informazioni, riferite al mese di aprile 2020, relative alle segnalazioni di casi sospetti, alla conferma dei casi, all'isolamento delle persone infette, alle attività di contact-tracing e alla sorveglianza in strutture residenziali con assistenza sanitaria. L'indagine ha utilizzato un questionario on-line, compilato da un campione di convenienza dei Dipartimenti di prevenzione delle strutture territoriali dei servizi sanitari regionali.
RISULTATI: nei 44 Dipartimenti di prevenzione in 14 regioni/province autonome (40% della popolazione residente in Italia) partecipanti, diversi servizi sono stati impegnati nella risposta. Le segnalazioni di casi sospetti sono state in media circa tre volte il numero di casi confermati e sono state effettuate con un modulo locale nel 46% delle Aziende sanitarie locali (ASL) e con un modulo regionale nel 42% dei Dipartimenti (in 9/14 Regioni), ma circa un quarto ha indicato che non sempre venivano usati tali strumenti. Il 2% non aveva alcuna modulistica. I dati dei casi sospetti sono stati registrati nel 52% delle ASL su database locali, mentre nel 45% su database regionali (in 7 Regioni), tuttavia l’11% non ha effettuato registrazioni elettroniche. L’accertamento virologico extraospedaliero con tamponi rinofaringei è stato effettuato in media in 7 punti prelievo per ASL (mediana pari a 5) per una capacità media giornaliera di 350 (71 per 100.000 abitanti) tamponi per ASL. In totale, 893 per 100.000 nuove persone sono state sottoposte a tampone nel mese di aprile. I dati relativi ai tamponi effettuati sono stati registrati su una piattaforma regionale in 17 ASL (39%) di 8 regioni. In 3 ASL solo i positivi sono stati registrati elettronicamente. In 12 ASL sono stati usati file locali. L’intervista ai casi confermati è stata fatta mediante un questionario locale in 23 Dipartimenti (52%), mentre in 6 ASL non è stato utilizzato uno strumento standardizzato. I dati raccolti sono stati registrati su una piattaforma regionale in 13 Dipartimenti (in 8 Regioni), in 2 Dipartimenti non tutti i casi sono stati registrati e in 18 sono stati registrati solo a livello locale. Per ogni caso confermato nel mese di aprile sono stati identificati una mediana di 4 contatti. Solo 13 (30%) Dipartimenti in 9 Regioni hanno registrato i dati dei contatti su database regionale. Dieci Dipartimenti (23%) hanno solo registrazioni su carta, mentre il 57% ha registrato i dati su database locali. Circa 5 operatori sanitari sono stati impegnati su ogni singola attività della sorveglianza ogni 100.000 persone assistite.
CONCLUSIONI: la pandemia ha richiesto un grande sforzo organizzativo e una grande flessibilità per l’incremento di capacità di risposta sul territorio, che vanno ora potenziate e mantenute. Diversi strumenti sono stati messi a punto e utilizzati per gli stessi processi operativi di sorveglianza nelle ASL e la mole di dati raccolti spesso non è stata registrata per ulteriori elaborazioni e analisi del rischio. I risultati presentati sono la base per l’aggiornamento dei piani di risposta pandemica territoriale in cui andranno definiti anche i valori di riferimento per i processi operativi cruciali per l’interruzione dei contagi.

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