Epidemiologia&Prevenzione 2014, 38 (3-4) maggio-agosto

Inquinamento atmosferico in un’area urbana limitrofa all’aeroporto di Roma-Ciampino

Alessandro Di Menno di Bucchianico, Giorgio Cattani, Alessandra Gaeta, Anna Maria Caricchia, Francesco Troiano, Roberto Sozzi, Andrea Bolignano, Fabrizio Sacco, Sesto Damizia, Silvia Barberini, Roberta Caleprico, Tina Fabozzi, Carla Ancona, Laura Ancona, Giulia Cesaroni, Francesco Forastiere, Gian Paolo Gobbi, Francesca Costabile, Federico Angelini, Federico Angelini, Francesca Barnaba, Marco Inglessis, Francesco Tancredi, Lorenzo Palumbo, Luca Fontana, Antonio Bergamaschi, Ivo Iavicoli

OBIETTIVI: valutare la variabilità spazio-temporale dell’inquinamento atmosferico nell’area limitrofa all’aeroporto di Ciampino (Roma) e investigare il contributo delle sorgenti correlate alle attività aeroportuali.
DISEGNO E SETTING: in un’area di 64 km2 centrata sull’aeroporto sono state effettuate due campagne di monitoraggio in un periodo tardo primaverile e in un periodo invernale e i risultati sono stati integrati con gli output di un modello lagrangiano a particelle per le sorgenti aeroportuali e un modello fotochimico (Flexible Air quality Regional Model , FARM).
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: misure puntali di inquinanti atmosferici (CO, NO, NO2, C6H6, concentrazione di massa e numerica di varie frazioni di materiale particolato) sia con risoluzione temporale standard sia con alta risoluzione temporale. Concentrazioni di NO2 e composti organici volatili (medie di 15 giorni) in 46 punti distribuiti sull’area dello studio; output dei modelli deterministici.
RISULTATI: le misure mediate nel tempo con risoluzione standard e le simulazioni modellistiche hanno evidenziato l’esistenza di un contributo dell’aeroporto sulla qualità dell’aria di modesta entità rispetto alla sorgente principale nell’area, cioè il traffico veicolare, che governa anche la variabilità spaziale. Tuttavia, le misure ad alta risoluzione temporale hanno permesso di rilevare, quando il sito di misura risultava sottovento alla pista, picchi dei livelli di aerosol frequenti e intensi imputabili alle fasi di decollo (con rapidi gradienti di concentrazione totale in numero di particelle e di concentrazione di soot), e di atterraggio (con riferimento alla concentrazione di massa della frazione coarse).
CONCLUSIONI: i rapidi e intermittenti gradienti di concentrazione di particelle ultrafini, soot, e materiale particolato nella frazione coarse potrebbero contribuire all’esposizione della popolazione residente nei dintorni dell’aeroporto. La valutazione dell’impatto di un aeroporto urbano sulla qualità dell’aria dovrebbe tener conto di questa possibilità e prevedere anche l’analisi della variabilità spaziale dei fenomeni.

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