Epidemiologia&Prevenzione 2013, 37 (4-5) luglio-ottobre

Inquinamento atmosferico e mortalità in venticinque città italiane: risultati del progetto EpiAir2

Ester Rita Alessandrini, Annunziata Faustini, Monica Chiusolo, Massimo Stafoggia, Martina Gandini, Moreno Demaria, Antonello Antonelli, Pasquale Arena, Annibale Biggeri, Cristina Canova, Giovanna Casale, Achille Cernigliaro, Elsa Garrone, Bianca Gherardi, Emilio Antonio Luca Gianicolo, Simone Giannini, Claudia Iuzzolino, Paolo Lauriola, Mauro Mariottini, Paolo Pasetti, Giorgia Randi, Andrea Ranzi, Michele Santoro, Vittorio Selle, Maria Serinelli, Elisa Stivanello, Riccardo Tominz, Maria Angela Vigotti, Maria Angela Vigotti, Stefano Zauli Sajani, Francesco Forastiere, Ennio Cadum, Gruppo collaborativo EpiAir2

OBIETTIVO: valutare gli effetti a breve termine dell’inquinamento atmosferico sulla mortalità nelle 25 città italiane partecipanti alla seconda fase del progetto EpiAir (Sorveglianza epidemiologica dell’inquinamento atmosferico: valutazione dei rischi e degli impatti nelle città italiane).
DISEGNO: studio di serie temporali con metodologia case-crossover, con aggiustamento per i fattori temporali e meteorologici rilevanti. L’associazione inquinamento atmosferico-mortalità è stata analizzata per ciascuna delle 25 città in studio. Gli inquinanti considerati sono stati il particolato (PM10 e PM2.5), il biossido di azoto (NO2) e l’ozono (O3 estivo). Le stime complessive di effetto sono state ottenute successivamente mediante una metanalisi e sono state espresse per incrementi di 10 μg/m3 delle concentrazioni di inquinanti. Sono stati implementati modelli mono e bi-pollutant.
SETTING E PARTECIPANTI
: lo studio ha analizzato 422.723 decessi verificatisi tra i residenti di 35 anni o più nelle 25 città in studio per gli anni 2006-2010.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME
: sono stati considerati i conteggi giornalieri di decessi per cause naturali, tra cui le cause cardiache, cerebrovascolari e respiratorie. Le informazioni sulle cause di morte sono state ottenute dai Registri delle cause di morte delle singole città.
RISULTATI
: il numero medio annuo di decessi per cause naturali varia da 513 a Rovigo e 20.959 a Roma. Circa il 25% delle morti è dovuto a cause cardiache, il 10%a cause cerebrovascolari e il 7%a cause respiratorie. Per incrementi di 10 μg/m3 di PM10 si osserva un effetto immediato sulla mortalità naturale (0,51%; IC95%0,16-0,86; lag 0-1). Effetti più importanti e prolungati (lag 0-5) si osservano per il PM2.5 (0,78%; IC95%0,12-1,46) e soprattutto per l’NO2 (1,10%; IC95%0,63-1,58). Incrementi della mortalità cardiaca sono associati al PM10(0,93%; IC95% 0,16-1,70) e al PM2.5 (1,25%; IC95%0,17-2,34), mentre per la mortalità respiratoria l’effetto dell’esposizione a NO2 risulta più importante (1,67%; IC95%0,23-3,13; lag 2-5) rispetto a quella a PM10 (1,41%; IC95%-0,23;+3,08). I risultati sono fortemente omogenei tra città per la mortalità cardiaca e cerebrovascolare, ma non per quella respiratoria. Non si riscontrano effetti sulla mortalità cerebrovascolare. L’effetto dell’O3 sulla mortalità è al limite della significatività statistica.
CONCLUSIONI
: lo studio conferma un chiaro incremento della mortalità associata agli inquinanti atmosferici. Risultano più importanti gli effetti degli inquinanti correlati al traffico autoveicolare, qualiNO2 (per mortalità naturale) e PM2.5 (per mortalità cardiaca e respiratoria), con un ruolo indipendente di NO2 rispetto al particolato in base all’analisi bi-pollutant.






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