Epidemiologia&Prevenzione 2019, 43 (4) luglio-agosto

Industrial contaminated sites and health: results of a European survey

Piedad Martin-Olmedo, Piedad Martin-Olmedo, Carmen Sánchez-Cantalejo, Carmen Sánchez-Cantalejo, Carla Ancona, Andrea Ranzi, Lisa Bauleo, Tony Fletcher, Juan P. Arrebola, Juan P. Arrebola, Juan P. Arrebola, Roberto Pasetto, Roberto Pasetto, Kees de Hoogh, Kees de Hoogh, Marco Martuzzi, Ilse Loots, Bert Morrens, Ivano Iavarone, Ivano Iavarone

INTRODUZIONE: i siti industriali contaminati (ICS) sono stati riconosciuti come un importante problema di salute, poiché implicano l’esposizione a numerosi fattori di stress ambientali, normalmente distribuiti in modo non uniforme all’interno della popolazione. La COST Action on Industrially Contaminated Sites and Health Network (ICSHNet) è una rete di esperti a livello europeo finalizzata a chiarire le lacune di conoscenza, le necessità e le priorità per meglio caratterizzare l’impatto che gli ICS hanno sull’ambiente e sulla salute.
OBIETTIVI:
valutare la disponibilità di informazioni e studi riguardanti i siti industriali contaminati presenti nei Paesi appartenenti alla rete ICSHNet, prendendo in considerazione in particolare l’accessibilità ai dati ambientali, sanitari e demografici, e la disponibilità di strumenti di ricerca e valutazione.
METODI:
per valutare la disponibilità di dati, è stato sviluppato un questionario chiamato Action questionnaire (AQ), basato su questionari precedenti utilizzati in altri progetti europei e sulla consultazione di esperti. L’AQ, contenente 84 item organizzati in 8 sezioni, è stato adattato creando una versione on-line tramite il software LimeSurvey. L’indagine è stata condotta inviando l’AQ a 47 partecipanti scelti all’interno della rete ICSHNet, che avevano precedentemente contribuito a costruire una lista di 99 ICS.
RISULTATI:
sono state raccolte informazioni da 81 siti sui 99 inizialmente selezionati, segnalati da 45 partecipanti provenienti da 27 Paesi (l’82% dei Paesi presenti nella rete ICSHNet). Le attività inquinanti predominanti sono state lo smaltimento dei rifiuti (46%) e le industrie chimiche (37%), che interessano tutti i comparti ambientali, ma in modo più estensivo le acque superficiali e sotterranee (70%) e il suolo (68%).
Le principali categorie di contaminanti che interessano comparti ambientali sono i metalli pesanti e gli idrocarburi clorurati, ma anche BTEX (benzene, toluene, etilbenzene e xilene) e inquinanti atmosferici (per esempio, particolato, SOx). La valutazione del rischio sulla salute umana è stato l’approccio metodologico prevalentemente utilizzato per caratterizzare gli impatti sulla salute (32%), seguito da studi epidemiologici (26%) e valutazione di impatto ambientale (12%). La bassa numerosità nella risposta, in riferimento sia alla disponibilità di dati sia alle metodologie, potrebbe essere dovuta all’assenza di dati o al fatto che la persona che li ha comunicati (i più erano provenienti dal settore della sanità pubblica) non era in grado di ottenere informazioni esaustive di tipo ambientale.
CONCLUSIONI: i risultati dell’indagine suggeriscono che è di cruciale importanza migliorare la raccolta e l’accesso ai dati specifici ambientali, sanitari e demografici legati agli ICS. In questo modo, sarà possibile soddisfare i requisiti metodologici per meglio analizzare l’impatto sulla salute degli ICS.





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