Epidemiologia&Prevenzione 2014, 38 (6) novembre-dicembre

Industria del legno e diossine: studio prospettico su un caso di manutentori di caldaie a scarti di legno e trucioli

Marco Vitelli, Daniele Paciaccioni

OBIETTIVI: verificare se in una falegnameria che utilizza gli scarti di lavorazione di legno, trattato e non, per far funzionare l’impianto di riscaldamento possa essere presente un’esposizione alle diossine in un determinato target di lavoratori.
DISEGNO
: lo studio è stato strutturato a partire dall’analisi di fonti bibliografiche, studio sul campo delle operazioni più rilevanti, verifica dell’esposizione tramite campionamento. I risultati sono stati registrati, riportati in grafico, e confrontati con i dati a disposizione nella bibliografia.
SETTING E PARTECIPANTI
: lo studio ha coinvolto addetti alla manutenzione del sistema di riscaldamento per mezzo di incenerimento degli scarti di produzione di falegnameria. Questi lavoratori sono stati informati su modalità e finalità del campione.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME
: ne è risultata un’esposizione potenziale a ceneri contenenti diossine oltre che a polveri di legno, presumibile anche in altre situazioni assimilabili, in questo caso neppure valutata dal datore di lavoro.
RISULTATI
: il dato medio di esposizione alle ceneri leggere durante le operazioni di sostituzione dei filtri a maniche dall’impianto di abbattimento delle polveri in fase emissiva è di circa 5 mg/m3, con una conseguente esposizione a diossine, stimata su fonte bibliografica, di circa 20 pg.
La successiva analisi delle diossine contenute nel campione di ceneri prelevato ha ridimensionato di molto questo dato, ma è fondamentale sottolineare che la variabilità della presenza di PCDD e PCDF è funzione della tipologia di scarto combusto. Anche nelle operazioni di manutenzione ordinaria e di conduzione dell’impianto viene apprezzata una certa esposizione alle polveri presenti nell’ambiente di lavoro: in questi casi tale esposizione risulta aggravata dal fatto che non vengono indossati dispositivi di protezione individuali facciali filtranti.
CONCLUSIONE
: gli operatori risultano esposti a polveri di legno e diossine. Ciò implica che in alcune lavorazioni è di fondamentale importanza rivedere la valutazione dei rischi e, di conseguenza, le misure di prevenzione e tutela della salute da attivare.







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