Epidemiologia&Prevenzione 2014, 38 (5) settembre-ottobre

Impatto sulla salute delle politiche di gestione dei rifiuti solidi urbani: i risultati del progetto SESPIR

Andrea Ranzi, Carla Ancona, Paola Angelini, Chiara Badaloni, Achille Cernigliaro, Monica Chiusolo, Federica Parmagnani, Renato Pizzuti, Salvatore Scondotto, Ennio Cadum, Francesco Forastiere, Paolo Lauriola

Il progetto Sorveglianza epidemiologica sullo stato di salute della popolazione residente intorno agli impianti di trattamento dei rifiuti (SESPIR) ha valutato l’impatto sulla salute della popolazione residente in prossimità degli impianti di smaltimento di rifiuti solidi urbani. Sono stati considerati gli inceneritori, le discariche e gli impianti di trattamento meccanico biologico in cinque regioni italiane (Emilia-Romagna, Piemonte, Lazio, Campania e Sicilia).
Le valutazioni hanno tenuto conto della letteratura scientifica disponibile circa il possibile impatto degli impianti di smaltimento e sono state condotte relativamente a 3 scenari: quello iniziale (Baseline) sugli impianti attivi nel periodo 2008-2009; lo scenario futuro, detto Regionale, relativo agli impianti previsti dai Piani regionali in materia di rifiuti; lo scenario virtuoso (Green 2020) basato su una possibile politica di gestione dei rifiuti solidi urbani attraverso la riduzione della produzione e un sistema di recupero intenso.
A fronte di una popolazione complessiva di circa 24 milioni di abitanti per le cinque regioni, la popolazione residente in prossimità degli impianti è costituita da circa 380.000 persone nello scenario di base. Tale popolazione si riduce a circa 330.000 abitanti nello scenario regionale e a 170.000 abitanti nello scenario virtuoso. L’impatto sulla salute è stato valutato per il periodo 2008-2040.
Per lo scenario di base sono stati stimati 1-2 casi annui di tumore attribuibili agli impianti, 26 casi/anno di esiti negativi della gravidanza (incluso basso peso alla nascita e malformazioni), 102 persone con sintomi respiratori, e circa 1.000 persone affette da fastidio (annoyance) provocato dalle emissioni odorigene degli impianti. Tali stime annuali si traducono in 2.725 anni di vita con disabilità (DALYs) stimati per l’intero periodo. I DALYs si riducono di circa il 20% e l’80% nei due scenari futuri. Anche in questi casi l’impatto sanitario maggiore è dato dagli effetti sulla gravidanza e dal fastidio associato alle emissioni odorigene degli impianti.
Pur considerando i limiti connaturati all’approccio, la metodologia proposta è idonea a valutazioni di impatto sulla salute delle diverse politiche che si possono adottare nella pianificazione regionale in materia di gestione dei rifiuti. La riduzione maggiore nell’impatto sanitario si ottiene con una politica virtuosa di riduzione della produzione e un aumento importante della raccolta e gestione differenziata.



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