Epidemiologia&Prevenzione 2019, 43 (2-3) marzo-giugno

Impatto dell’implementazione della versione 2016 dell’ICD-10 e del software Iris sulle statistiche di mortalità in Italia

Chiara Orsi, Simone Navarra, Luisa Frova, Enrico Grande, Stefano Marchetti, Marilena Pappagallo, Francesco Grippo

OBIETTIVI: valutare l’impatto del passaggio alla codifica con l’ICD-10 versione 2016 e il software Iris sulle statistiche ufficiali di mortalità in Italia.
DISEGNO:
codifica di un campione di schede di morte con due diversi sistemi classificatori (bridge coding).
SETTING E PARTECIPANTI:
un campione di 63.525 decessi di età superiore a un anno avvenuti nel corso del 2015, già codificati utilizzando l’ICD-10 versione 2009 e il software Mortality Medical Data System (MMDS), è stato ricodificato utilizzando l’ICD-10 versione 2016 e il software Iris.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME:
è stata costruita la matrice di transizione tra i due sistemi di codifica e sono stati calcolati le percentuali di accordo tra le due codifiche, i coefficienti di raccordo e i relativi intervalli di confidenza al 95%. I coefficienti di raccordo sono stati calcolati sia per la causa iniziale di morte sia per le cause multiple.
RISULTATI:
complessivamente, il 79% dei decessi ha esattamente la stessa causa di morte (codice ICD-10 alla quarta cifra) nei due sistemi di codifica. L’accordo a livello di codice ICD-10 alla terza cifra è dell’89% e a livello di settore dell’ICD-10 del 95%. A livello di settore, i cambiamenti più importanti si osservano per: • alcune malattie infettive e parassitarie (-18% in ICD-10 2016/Iris); • malattie dell’apparato genitourinario (-17%); • malattie del sistema respiratorio (+7%); • malattie del sistema nervoso e degli organi di senso (+5%); • cause esterne di morbosità e mortalità (+5%). Analizzando le cause multiple, i cambiamenti più importanti si osservano per: • alcune malattie infettive e parassitarie (-19% in ICD-10 2016/Iris); • cause esterne di morbosità e mortalità (+28%); • sintomi, segni e risultati anormali di esami clinici e di laboratorio, non classificati altrove (+7%).
CONCLUSIONE:
i risultati sono di grande utilità per interpretare eventuali cambiamenti nelle statistiche di mortalità per causa in Italia comparando il 2015 con gli anni successivi.






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