Epidemiologia&Prevenzione 2013, 37 (2-3) marzo-giugno

Fumo di sigaretta in gravidanza: studio osservazionale prospettico in tre città della Toscana

Sandra Nutini, Laura Carrozzi, Andrea Melani, Francesco Pistelli, Ferruccio Aquilini, Teresa De Bernardo, Letizia S. Bracci, Salvatore Cardellicchio, Serena Checcacci, Gianfranco Scarselli, Giorgio Mello, Cecilia Baldi, Maria Felicia Migliacci, Arcangelo Alfano

OBIETTIVO: valutare la prevalenza dell’abitudine al fumo in gravidanza e relative variazioni dopo il parto, e le caratteristiche che si associano a una maggiore probabilità di fumare in gravidanza in un campione di donne afferenti ai Punti nascita delle tre Aziende ospedaliero-universitarie della Regione Toscana.
DISEGNO: studio multicentrico osservazionale e prospettico.
SETTING E PARTECIPANTI: sono state arruolate 1.036 donne a termine di gravidanza nelle Aziende ospedaliero-universitarie di Careggi (Firenze), Pisa e Siena. Le donne hanno compilato un questionario standardizzato autosomministrato all’arruolamento; alle fumatrici, alle ex-fumatrici e alle astinenti in gravidanza è stato somministrato telefonicamente un secondo questionario dopo un anno dal parto.
RISULTATI: il 60,5% delle donne non aveva mai fumato; il 17,4% aveva smesso da almeno 6 mesi prima della gravidanza; il 14% aveva smesso in gravidanza; l’8,4% fumava in gravidanza. Essere fumatrice in gravidanza era significativamente associato all’avere un’età inferiore a 31 anni (OR: 1,37; IC95%1,01-1,84), essere nubile (OR: 1,75; IC95%1,10-2,78), avere un livello di studio corrispondente alla scuola dell’obbligo o inferiore (OR: 2,31; IC95% 1,58- 3,36), avere un marito/partner fumatore (OR: 3,03; IC95% 2,32-3,96). La probabilità assoluta (rischio assoluto) di essere fumatrice in gravidanza, calcolata cumulando i rischi significativi associati alle varie condizioni sopra elencate, era pari al 42%. Il 44% delle donne che avevano smesso di fumare in gravidanza aveva ripreso a un anno dal parto.
CONCLUSIONE: una percentuale non trascurabile di donne afferenti alle Aziende ospedaliero-universitarie toscane fuma in gravidanza e, fra coloro che smettono, il numero di ricadute dopo il parto è elevato. Nonostante in Italia siano stati recentemente realizzati interventi legislativi volti alla protezione dei danni da fumo passivo, particolarmente rilevanti in epoca gestazionale e durante l’infanzia, si evidenzia una scarsa attenzione a queste problematiche. Si dovrebbe promuovere la formazione di abilità specifiche delle diverse figure sanitarie che seguono la donna in gravidanza e subito dopo il parto, al fine di incentivare la disassuefazione tabagica di queste ultime.

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