Epidemiologia&Prevenzione 2017, 41 (3-4) maggio-agosto Suppl. 1

Fattori associati al ricorso a visite mediche: confronto tra cittadini italiani e stranieri residenti in Italia

Anteo Di Napoli, Monica Perez, Alessandra Rossi, Daniele Spizzichino, Laura Iannucci, Lidia Gargiulo, Daniela Panaccione, Concetta Mirisola, Alessio Petrelli

OBIETTIVI: valutare il ruolo di fattori potenzialmente associati al ricorso a visite mediche da parte della popolazione immigrata residente in Italia, effettuando un confronto con la popolazione italiana.
DISEGNO
: studio trasversale basato sul campione rappresentativo della popolazione residente in Italia dell’indagine Multiscopo Istat 2013 “Salute e ricorso ai servizi sanitari”.
SETTING E PARTECIPANTI: lo studio è stato condotto su un campione di cittadini nella fascia di età 18-64 anni (72.476 individui) che rappresentava una popolazione di 37.290.440 persone residenti in Italia (33.900.000 italiani e 3.390.440 stranieri) nel 2013.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME
: è stato utilizzato come outcome l’indicatore sul ricorso a visite mediche, costruito a partire dal quesito «Nelle ultime 4 settimane ha fatto ricorso a visite effettuate dal medico di famiglia, pediatra, o da medici specialisti, come oculista, dentista, ecc.?». A partire da tale outcome, utilizzando il quesito «Mi può indicare il motivo prevalente delle visite effettuate nelle ultime 4 settimane?», sono stati costruiti due ulteriori variabili di esito, per valutare separatamente il ricorso a visite mediche per «malattie o disturbi» e per «controllo dello stato di salute in assenza di malattie o disturbi». Per ciascun outcome è stato costruito un modello di regressione logistica, considerando come variabili indipendenti informazioni relative al livello socioeconomico e di condizione di salute dell’intervistato.
RISULTATI
: il 21,4% degli stranieri (18-64 anni) residenti in Italia ha fatto ricorso a visite mediche nelle quattro settimane precedenti l’intervista, percentuale inferiore al 27,0% registrato tra i cittadini italiani. I risultati dei modelli di regressione logistica hanno mostrato che, tenendo conto delle caratteristiche socioeconomiche, degli stili di vita e dello stato di salute degli intervistati, gli stranieri hanno una probabilità inferiore rispetto agli italiani di ricorrere a una visita medica, sia nel caso in cui si valutino visite motivate da qualche problema di salute (OR: 0,80; IC95% 0,73-0,87), sia quando la visita medica è effettuata con finalità di tipo preventivo (OR: 0,72; IC95% 0,64-0,82).
CONCLUSIONE
: gli immigrati residenti tendono a manifestare i problemi di salute delle fasce di popolazione autoctona più svantaggiate al crescere della loro permanenza nel Paese ospitante, presumibilmente per la perdita del vantaggio iniziale di salute legata al cosiddetto “effetto migrante sano”. In tale ottica, essi vanno considerati come più vulnerabili in termini di salute, e un’attenzione particolare deve essere dedicata alla prevenzione. Il minore ricorso alla medicina di base o specialistica potrebbe indicare la presenza di disuguaglianze di salute. Pertanto, eventuali barriere che influenzano un accesso equo all’assistenza sanitaria devono essere rimosse, tenendo conto dell’eterogeneità delle popolazioni immigrate, caratterizzate da specificità culturali e orientamenti diversi anche nei confronti del sistema sanitario.






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