Epidemiologia&Prevenzione 2012, 36 (3-4) maggio-agosto

Eventi avversi e conseguenze prevenibili: studio retrospettivo in cinque grandi ospedali italiani

Riccardo Tartaglia, Sara Albolino, Tommaso Bellandi, Elisa Bianchini, Annibale Biggeri, Giancarlo Fabbro, Luciana Bevilacqua, Alessandro Dell'Erba, Gaetano Privitera, Lorenzo Sommella

OBIETTIVO: lo scopo principale della nostra ricerca è stato determinare il tasso d’incidenza di eventi avversi e la loro prevenibilità in un campione rappresentativo di pazienti ricoverati in cinque grandi ospedali italiani ubicati al Nord, al Centro e al Sud del Paese.Ulteriori obiettivi sono stati la valutazione delle conseguenze degli eventi avversi e la loro distribuzione in base alla tipologia.
DISEGNO
: studio multicentrico e retrospettivo, la metodologia utilizzata s’incentra sulla revisione a due stadi di cartelle cliniche relative a dimissioni ospedaliere avvenute nell’anno 2008 in un campione di 5 ospedali appartenenti al SSN scelti secondo criteri di dislocazione territoriale e complessità. Le cartelle cliniche da includere nello studio sono state selezionate in maniera casuale a partire dagli archivi informatizzati sulle dimissioni ospedaliere di ciascun centro partecipante allo studio. Al fine di verificare il livello di omogeneità nei giudizi dei revisori, è stata effettuata l’analisi di concordanza sia fra revisori di uno stesso centro sia fra centri differenti.
SETTING E PARTECIPANTI:
sono state revisionate 7.573 cartelle cliniche su un campione di 9.000 relative a dimissioni avvenute nel 2008. Per i due stadi del processo di revisione sono stati individuati due revisori per ogni centro. _ Per il primo stadio le figure professionali coinvolte sono state 7 medici, 1 infermiere, 1 farmacista e 1 biologo con esperienza in gestione del rischio clinico e analisi della documentazione sanitaria. Il secondo stadio di revisione è stato svolto da 10 medici, di cui 5 clinici, 3 igienisti e 2 medici legali, anche in questo caso tutti con esperienza in gestione del rischio clinico e analisi della documentazione sanitaria. I revisori sono stati specificatamente formati con un corso teorico-pratico di 20 ore.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME:
lo studio misura l’incidenza degli eventi avversi causati o evidenziati durante i ricoveri presi in considerazione nello studio. Nel caso di eventi ripetuti per uno stesso paziente è calcolata anche l’incidenza cumulativa di eventi avversi per paziente. Sono stati inoltre considerati: _ la percentuale dei pazienti riammessi per evento avverso; la percentuale di eventi avversi accaduti in fase di preospedalizzazione; il grado di prevenibilità degli eventi avversi. E’ stata inoltre fornita una descrizione degli eventi avversi rilevati nello studio. Il campione di dati inseriti è descritto in termini di soggetti inclusi/esclusi rispetto a quanto pianificato in fase di disegno. Lo studio permette anche di testare e validare una serie di prodotti e risultati che possono essere poi riutilizzati in ricerche successive.
RISULTATI: l’incidenza media complessiva di eventi avversi è stata determinata del 5,2%, quella mediana del 5,5%: è coerente con l’atteso nel protocollo di studio e si colloca a un livello in media più basso rispetto al tasso mediano degli studi internazionali (9,2%). La distribuzione di eventi avversi per specialità è risultata prevalente in area medica (37,5%); contrariamente ad altri studi, la chirurgia è in seconda posizione (30,1%), seguita da pronto soccorso (6,2%) e ostetricia (4,4%). Lo studio ha evidenziato un totale di eventi prevenibili a livello nazionale pari al 56,7%. Riguardo alle conseguenze degli eventi avversi, essi possono essere di più tipologie: nella tabella prevale il prolungamento della degenza come conseguenza più frequente, seguito dalla presenza di una disabilità al momento della dimissione, mentre il decesso del paziente ha un’occorrenza mediana del 9,5%. La concordanza tra revisori è risultata piuttosto elevata (in media superiore al 95%) tranne che in due centri.
CONCLUSIONE:
I risultati ottenuti sono sostanzialmente in linea con quelli di altri studi analoghi per scopo della ricerca (determinazione dell’incidenza di eventi avversi) e disegno epidemiologico (studio di tipo retrospettivo). L’incidenza, seppure variabile tra i centri, rientra, come dato aggregato (5,2%) nel range dei tassi di eventi avversi determinati nei vari Paesi. La prevenibilità è risultata del 56,7%. La variabilità dei risultati ottenuti nella nostra indagine è verosimilmente attribuibile a vari fattori presi in esame.






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