Epidemiologia&Prevenzione 2016, 40 (2) marzo-aprile Suppl. 1

Disturbi del sonno e della memoria spaziale nel disturbo post-traumatico da stress: il caso dell’Aquila

Michele Ferrara, Monica Mazza, Giuseppe Curcio, Giuseppe Iaria, Luigi De Gennaro, Daniela Tempesta

I disturbi del sonno sono un sintomo caratteristico del disturbo post-traumatico da stress (DPTS), tanto da essere inclusi tra i criteri diagnostici del DPTS nella quinta edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5). Tuttavia è stato anche ipotizzato che i disturbi del sonno, piuttosto che essere solo sintomi secondari del DPTS, possano essere coinvolti nell’eziologia di questo disturbo. Conoscere gli effetti a lungo termine di un’esperienza traumatica sul sonno può, quindi, rivelarsi importante per dimostrare la necessità di interventi specifici per la prevenzione e il trattamento di disturbi mentali che possono persistere negli anni successivi all’esposizione a un trauma. In un nostro studio abbiamo dimostrato che le persone esposte a una catastrofe come il terremoto dell’Aquila mostrano una ridotta qualità del sonno anche due anni dopo il trauma. Inoltre, la qualità del sonno diminuisce in funzione della vicinanza all’epicentro, suggerendo che gli effetti psicologici di un terremoto possono essere pervasivi e di lunga durata. Alterazioni del sonno dovute a un evento stressante possono portare anche a un deterioramento del consolidamento della memoria. Infatti, in un ulteriore studio abbiamo osservato un deficit di memoria spaziale in soggetti con DPTS. In particolare, il DPTS è accompagnato da un deficit nella formazione di una mappa cognitiva dell’ambiente e dal mancato consolidamento sonno-dipendente della memoria. Il fatto che questo deterioramento sia correlato alla gravità dei disturbi del sonno, specificamente osservati nel nostro gruppo con DPTS, dimostra l’intima relazione esistente tra sonno, consolidamento della memoria e stress.

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