Epidemiologia&Prevenzione 2020, 44 (5-6) settembre-dicembre Suppl. 2

Analisi spaziale per l’identificazione di cluster di casi durante l’emergenza COVID-19 a Roma e nel Lazio

Chiara Badaloni, Chiara Badaloni, Federica Asta, Federica Asta, Paola Michelozzi, Francesca Mataloni, Enrico Di Rosa, Paola Scognamiglio, Francesco Vairo, Marina Davoli, Michela Leone

INTRODUZIONE: in Italia, uno dei Paesi europei più colpiti dall’epidemia di COVID-19, i dati mostrano la forte eterogeneità geografica dell’epidemia. Gli studi che valutano la diffusione spaziale della pandemia hanno analizzato, finora, vaste aree geografiche.
OBIETTIVI:
proporre una strategia di analisi per accertare la natura non casuale della diffusione spaziale dei casi di infezione da COVID-19 e identificare eventuali aggregazioni territoriali, al fine di potenziare le attività di contact tracing in specifiche aree del territorio regionale e di una grande area urbana.
METODI:
sono stati considerati tutti i casi di COVID-19 della Regione Lazio notificati al Servizio regionale per l’epidemiologia, sorveglianza e controllo delle malattie infettive (Seresmi) con aggiornamento giornaliero dall’inizio dell’epidemia al 27.04.2020. Le analisi sono state svolte considerando due periodi di indagine (il primo dall’inizio dell’epidemia al 6 aprile e il secondo dall’inizio dell’epidemia al 27 aprile) e due diversi livelli di aggregazione: l’intera regione Lazio escluso il comune di Roma, dove i 377 comuni rappresentano le unità areali, e il comune di Roma, dove le unità areali in studio sono le 155 zone urbanistiche (ZUR). La statistica Scan di Kulldorff è stata utilizzata per accertare la natura non casuale della diffusione spaziale dei casi infetti e identificare eventuali aggregazioni territoriali dei casi di infezione da COVID-19, utilizzando un’analisi spaziale retrospettiva in due tempi sovrapposti.
RISULTATI:
l’analisi condotta a livello regionale nei due periodi di indagine ha messo in evidenza la presenza di 7 cluster localizzati. Nel comune di Roma, nel primo periodo è stato identificato un unico cluster (Centro Storico) che include 7 zone urbanistiche, mentre nel secondo periodo sono stati osservati due cluster distinti (Omo e Farnesina).
CONCLUSIONI:
la statistica Scan è un prezioso strumento di sorveglianza per monitorare i focolai di malattia durante la fase attiva dell’epidemia e un utile contributo alla sorveglianza epidemiologica durante l’epidemia COVID-19 in un determinato territorio.





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