Rubrica I rischi della comunicazione

I rischi della comunicazione

Bruna De Marchi

Sono nata in Carnia nel 1948 e ho studiato scienze politiche e sociologia a Bologna e negli Stati Uniti. Per lunghi anni sono stata responsabile del Programma Emergenze di Massa dell'Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia. Ho lavorato presso il Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea di Ispra; ho avuto incarichi di insegnamento nell’Università di Trieste, il Politecnico di Milano e la Université de Versailles Saint Quentin-en-Yvelines; ho svolto un’intensa attività di formazione in Italia ed all’estero. Nella mia ricerca mi sono occupata di diversi temi fra cui: disastri, catastrofi, emergenze ambientali; percezione, comunicazione e governance del rischio; processi di pianificazione e di policy; aspetti culturali ed etici dell’innovazione tecnologica. Nella convinzione che questi temi si possano affrontare con diversi linguaggi, ho recentemente iniziato a collaborare con un gruppo di attrici teatrali professioniste.

Si è scelto di intitolare questa rubrica “I rischi della comunicazione”, invertendo i termini dell’espressione “comunicazione del rischio”, proprio per indirizzare l'attenzione al fatto che la comunicazione non è, come da molte parti ancora si crede o si auspica, un passaggio facile, né l'ultimo anello di una catena che inizia con un'attività scientifica di analisi dei rischi per proseguire con un'attività tecnico-manageriale di gestione e concludere appunto con qualche attività di diffusione dell’informazione. La comunicazione è ben più di una campagna di informazione rivolta a specifici soggetti: si esprime nel dire e non dire, fare e non fare, esserci e non esserci, in una molteplicità di circostanze diverse.

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