Rubrica Comunicare tra fatti alternativi

Comunicare tra fatti alternativi

Bruna De Marchi

Bruna De Marchi è nata in Carnia nel 1948 e ha studiato scienze politiche e sociologia a Bologna e negli Stati Uniti. Per un lungo periodo ha coordinato il Programma Emergenze di massa dell'Istituto di sociologia internazionale di Gorizia e da lì è stata distaccata presso il Centro comune di ricerca della Commissione europea a Ispra (Varese) per tre anni. Ha ricoperto incarichi di insegnamento in diverse università italiane e straniere e ha inoltre svolto un’intensa attività di formazione. Dal 2010 collabora continuativamente con il Senter for Vitenskapsteori (Centro per lo studio delle scienze naturali, sociali e umane) dell’Università di Bergen, in Norvegia, in attività di didattica e ricerca. Nelle sue ricerche si è occupata di molteplici temi che ha affrontato tenendo conto di diverse prospettive, disciplinari e non, dando spazio a diverse voci e linguaggi: emergenze e disastri ambientali e sanitari; percezione, comunicazione e governance dei rischi; processi di pianificazione, di partecipazione e di policy; aspetti culturali ed etici dell’innovazione tecnologica.
SVT, Università di Bergen, Norvegia
Twitter: @BDMarchi

Silvio Funtowicz

Silvio Funtowicz è nato a Buenos Aires nel 1946 e ha insegnato matematica, logica e metodologia della ricerca in Argentina. Negli anni Ottanta è stato Research Fellow nell’Università di Leeds (UK). Successivamente ha lavorato in qualità di funzionario scientifico presso l’Istituto per la protezione e sicurezza dei cittadini (IPSC) al Centro comune di ricerca della Commissione europea a Ispra (Varese). Attualmente ha un incarico di professore presso il Senter for Vitenskapsteori (Centro per lo studio delle scienze naturali, sociali e umane) dell’Università di Bergen, in Norvegia. E’ autore di numerosissime pubblicazioni sul ruolo della scienza nelle decisioni di policy e sui rischi ambientali e tecnologici. Insieme a Jerry Ravetz, negli anni Ottanta ha sviluppato il concetto di scienza post normale (PNS) e il sistema NUSAP per la gestione e comunicazione dell’incertezza nella scienza per le decisioni di policy. Ha svolto e svolge un’intensa attività didattica ed è membro del comitato scientifico di numerose riviste, progetti di ricerca e conferenze internazionali.
SVT, Università di Bergen, Norvegia
Twitter: @SFuntowicz

 

Recenti eventi politici internazionali hanno generato un nuovo vocabolario con espressioni quali: era post-verità, politica post-fattuale, notizie fraudolente e fatti alternativi, che hanno suscitato un’ampia e spesso scandalizzata e nostalgica discussione nei media e nell’accademia generando, si potrebbe dire, una nuova industria intellettuale. Si mette in evidenza l’esistenza di una duplice crisi che tocca e accomuna sia la scienza sia la democrazia, i pilastri portanti dello Stato moderno: il progresso della scienza ha portato alla luce i limiti del riduzionismo; l’evoluzione della democrazia ha reso impossibile per alcune élite detenere il monopolio di diritti e opportunità. «[...] il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati». (Gramsci, 1929-1935). In questa rubrica intendiamo illustrare con alcuni esempi la resistenza del vecchio a cedere il passo a un nuovo che stenta a definirsi, e la confusione che impera in questo interregno.

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