Rubrica Comunicare tra fatti alternativi

Comunicare tra fatti alternativi

Bruna De Marchi

Sono nata in Carnia nel 1948 e ho studiato scienze politiche e sociologia a Bologna e negli Stati Uniti. Per lunghi anni sono stata responsabile del Programma Emergenze di Massa dell'Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia. Ho lavorato presso il Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea di Ispra; ho avuto incarichi di insegnamento nell’Università di Trieste, il Politecnico di Milano e la Université de Versailles Saint Quentin-en-Yvelines; ho svolto un’intensa attività di formazione in Italia ed all’estero. Nella mia ricerca mi sono occupata di diversi temi fra cui: disastri, catastrofi, emergenze ambientali; percezione, comunicazione e governance del rischio; processi di pianificazione e di policy; aspetti culturali ed etici dell’innovazione tecnologica. Nella convinzione che questi temi si possano affrontare con diversi linguaggi, ho recentemente iniziato a collaborare con un gruppo di attrici teatrali professioniste.

Silvio Funtowicz

Bio bio bio...

Recenti eventi politici internazionali hanno generato un nuovo vocabolario con espressioni quali:era post-verità, politica post-fattuale, notizie fraudolente e fatti alternativi, che hanno suscitato un’ampia e spesso scandalizzata e nostalgica discussione nei media e nell’accademia generando, si potrebbe dire, una nuova industria intellettuale. Si mette in evidenza l’esistenza di una duplice crisi che tocca e accomuna sia la scienza sia la democrazia, i pilastri portanti dello Stato moderno: il progresso della scienza ha portato alla luce i limiti del riduzionismo; l’evoluzione della democrazia ha reso impossibile per alcune élite detenere il monopolio di diritti e opportunità. «[...] il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati». (Gramsci, 1929-1935). In questa rubrica intendiamo illustrare con alcuni esempi la resistenza del vecchio a cedere il passo a un nuovo che stenta a definirsi, e la confusione che impera in questo interregno.

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