A 100 anni dall’inizio della Prima guerra mondiale, ricordata in Italia come la Grande guerra, Franco Carnevale propone ai nostri lettori una poliedrica analisi di una delle più grandi tragedie del Novecento.
Non solo numeri, tanto cari agli epidemiologi, ma un intreccio di storiografia, letteratura e arti.
Si esordisce con la testimonianza di prima mano di Paolo Monelli (1891-1984), giornalista e scrittore, che durante la guerra ha combattuto. Nel 1946, è l’umanità di coloro che sono stati chiamati alle armi a essere sottolineata, la loro convinzione di combattere per la (quasi) neonata patria, mettendo in luce un nazionalismo oggi ormai scomparso.
Molto più politico risulta, invece, Aldo Palazzeschi (1885-1974), che non risparmia giudizi sui «gineprai» politici alla base del conflitto e del quale prevede le conseguenze funeste: «Diraderà l’umanità di parecchie centinaia di migliaia di giovanotti».
Nelle varie epoche si sono susseguite varie fasi, in cui l’idea che il Bel Paese sia stato fra i vincitori è stata raccontata, cantata, destrutturata e proposta nei suoi diversi aspetti.
Negli anni Sessanta del secolo scorso ha prevalso la storia diplomatica, militare e politica, con informazioni tecniche sulle battaglie, sulle tattiche di guerra, sulle scelte politiche che, anche se non sempre condivise, hanno portato alla vittoria. Nello stesso periodo, la letteratura si popola delle voci dei combattenti trasformatisi in poeti e narratori: violenza, morte, disillusione e umanizzazione dei combattenti sono i temi che sottostanno a questo nuovo filone. Voci fuori dal coro sono i celeberrimi Gabriele D’Annunzio (1863-1938) e Tommaso Marinetti (1876-1944), che celebrano i fasti della guerra, ponendosi come sinistra premonizione dell’avvento del fascismo.
Gli storici degli anni Settanta si concentrano sulla storia sociale, lasciano affiorare figure negative (comandanti assassini, tribunali doppiogiochisti, soldati ora vittime ora traditori) dei quali si cerca di comprendere la mentalità, delineare i livelli culturali, mettendone in luce l’individualità. Ci si focalizza, quindi, sulle ricadute sociali della guerra, conseguenza delle basi su cui sono state prese le decisioni, sui metodi utilizzati per guadagnare consenso, su come la popolazione ha subito la guerra.
Più di recente, l’individualità si è fatta spazio tramite la cronaca diretta reperita nei diari e nella corrispondenza di combattenti, donne, fuggiaschi, prigionieri e reduci, nei quali le notizie storiografiche sono accompagnate da sentimenti, commenti, visioni personali, speranze.
Non poteva mancare il cinema, la cui icona del primo conflitto mondiale è rappresentata dal film La Grande Guerra, di Mario Monicelli, con Vittorio Gassman e Alberto Sordi a rappresentare due soldati che vengono sacrificati come eroi, a loro insaputa e di certo non intenzionalmente.
Segue, poi, una parte più prettamente tecnica di bilancio demografico, con la proposta di grafici e tabelle corredate da un commento, che mostrano dati su nascite e morti (e relative cause), andamento dello sviluppo, occupazione degli italiani nell’industria bellica.
Chiude un’antologia di testimonianze scelte che trattano dei diversi temi toccati nel saggio.
Le immagini inserite aiutano la lettura e l’immedesimarsi in questa “triste e gloriosa” fase della storia italiana.
Photogallery con le opere selezionate da Franco Carnevale
«Assista Gesù i nostri Soldati» Cartolina postale, anni 1915-1918.
«Come hai perso quel braccio?» Cartolina postale, anni 1915-1918.
Fotografo anonimo, Gruppo di ufficiali italiani, circa 1916.
Stabilimento artiglierie Ansaldo, cannone 38150 mm, Genova-Cornigliano Ligure, 1917, Fondazione Ansaldo - Gruppo Finmeccanica, Fondo Fototeca, Raccolta Perrone.
Fotografo anonimo, Operaia della mobilitazione industriale, circa 1916.
Fotografo anonimo, Operaie attive nelle retrovie, circa 1917.
Fotografo anonimo, Operai attive nelle retrovie, circa 1917.
Fotografo anonimo, Cani in guerra, circa 1916.
Fotografo anonimo, Colombi in guerra, circa 1916.
Fotografo anonimo, La clinica chirurgica dell'università castrense, Dan Giorgio di Nogaro, 1916.
Fotografo anonimo, La guerra in alta quota, circa 1917.
Fotografo anonimo, Muli in guerra, circa 1916.
«I casi sono due!…» Cartolina postale, anni 1915-1918.
Fotografo anonimo, La guerra contro i pidocchi, circa 1916.
Fotografo anonimo, Civili armati durante la rivoluzione russa, 1917.
Fotografo anonimo, Topi sul fronte di guerra, circa 1916.
Fotografo anonimo, Trincea animata, circa 1916.
Fotografo anonimo, Soldati morti in una trincea, circa 1917.
Fotografo anonimo, Trincea, circa 1917.
Morti dell’esercito operante. (Fonte: Mortara G, La salute pubblica in Italia durante e dopo la guerra, 1925, p. 35)
Bombe lasciate cadere dagli aeroplani austriaci e tedeschi su Venezia dal 24 maggio 1915 al 15 agosto 1918. (Fonte: Mortara G, La salute pubblica in Italia durante e dopo la guerra, 1925, pp. 62-63)
La mortalità in Italia dal 1863 al 1923. (Fonte: Mortara G, La salute pubblica in Italia durante e dopo la guerra, 1925, p. 16)
Militari caduti nella guerra 1915-1918, lettera “Carn” dell’“Albo dei Caduti della Grande Guerra, database con le schede di tutti i Caduti contenuti nei 28 volumi più le tre appendici del Veneto costituenti l'Albo d'Oro pubblicato dal Ministero della Guerra. http://www.cadutigrandeguerra.it/Albo_Oro/Archivi/3/108.jpg
El testamento de Checo Bepo. Cartolina postale, circa 1916.
Contributo alla guerra dei coscritti fino a 24 anni. (Fonte: Mondini M, La guerra italiana, partire, raccontare, tornare, 2014, p. 66)
Contributo delle regioni italiane dei richiamati alle armi 1915-18 (totale richiamati 5.038.000). (Fonte: Mondini M, La guerra italiana, partire, raccontare, tornare, 2014, p. 72)
Indice generale di mobilitazione: rapporto tra popolazione in età militare e uomini partiti per il fronte. (Fonte: Mondini M, La guerra italiana, partire, raccontare, tornare, 2014, p. 74)
Tributo di sangue per regione: valori assoluti dei caduti per regione e incidenza relativa sul totale dei mobilitati. (Fonte: Mondini M, La guerra italiana, partire, raccontare, tornare, 2014, p. 317)
Gibelli A, La Grande Guerra. Storia di gente comune, 2014. Prima di copertina.
Prima pagina di copertina della rivista Primapersona che raccoglie brani di diari di militari della Grande Guerra, 2014.
Copia di una lettera di un militare della Grande Guerra pubblicata da Gibelli, 2014.
Bianco della neve, rosso del sangue, verde della divisa. Immagine pacifista di autore e di data non noti.
Lussu E, Un anno sull’altipiano, 1938. Prima di copertina della prima edizione.
Monumento ai caduti di Sersale (Catanzaro).
Il decalogo di Antonio Graziadei. Cartolina postale, anni 1915-1918.
Isnenghi M, Rochat G, La Grande Guerra 1914-1948, 2008. Prima di copertina.
Lorenzo Viani (1882-1936), La cattiva notizia, xilografia, 1915, coll. priv.
Lorenzo Viani (1882-1936), Le vedove, xilografia, 1915-1916, coll. priv.
Alberto Martini (1876-1954), Il confessore, Danza macabra n. 3. Cartolina litografica, 1914-1916.
Alberto Martini (1876-1954), La fortuna del 1914, Danza macabra n. 23. Cartolina litografica, 1914-1916.
Alberto Martini (1876-1954), La morte grassa, Danza macabra n. 37. Cartolina litografica, 1914-1916.
«Pronti a morir per te» Cartolina postale, anni 1915-1918.
Pietro Morando (1889-1980), Carso 1916, soldati con le maschere durante i gas asfissianti. Carboncino e matita su carta, 1916, MSIG, Rovereto.
Otto Dix (1891-1969), Kartenspielende Kriegskrüppel. Olio su tela con fotomontaggio e collage, 1920, Nationalgalerie. Staatliche Museen zu Berlin-Preussischer Kulturbesitz.
Sante Monachesi (1910-1991), Ritratto di Marinetti. Olio su tela, 1934-1935, coll. priv.
Giuseppe Scalarini (1873-1948), A sinistra i proletari, a destra i borghesi. Disegno pubblicato sull’Avanti del 26 novembre 1920.
Giuseppe Scalarini (1873-1948), La guerra. Disegno pubblicato sull’Avanti del 7 agosto 1914.
Paolo Ventura, Un reggimento che va sottoterra. Installazione, dimensioni variabiali, 2014, proprietà dell’artista.
Vito Lombardi (1885-1962), Dopo che il rancio è stato distribuito ai prigionieri. Carboncino su carta, 1918, MCRR, Roma.
Locandina originale di L’uomo che ho ucciso, di Ernest Lubitsch, USA 1932.
Locandina originale di Charlot soldato, di Charlie Chaplin, USA 1918.
Locandine originali di J’accuse! Di Abel Francen, Francia 1938, La grande parata di Ging Vidor, USA 1925, Wesfront di Geog Wihelm Pabst, Germania 1930.
«Addio mia bella addio» Cartolina postale, anni 1915-1918.
Locandina di All’Ovest niente di nuovo di Lewis Mileston, USA 1930.
Locandine di La grande illusione di Jean renoir, Francia 1917, Orizzonti di gloria, USA 1957.
Locandine originali di E Jonny prese il fucile di Dalton Trumbo, USA 1971, War horse di Steven Spielberg, USA 2011.
Locandina di Per il re e per la patria di Joseph Losey, Gran Bretagna 1964.
Locandina di Uomini contro di Francesco Rosi, Italia-Jugoslavia 1970.
Locandina de La Grande Guerra di Mario Monicelli, Italia 1959.
Locandina di Fango e gloria di Leonardo Tiberi, Italia 2014.
Locandina di Torneranno i prati di Ermanno Olmi, Italia 2014.
Locandina di Witness, Diverse perspectives of the great war, virtual exibition, Fratelli Alinari 2014, http://wwitnesswar.wordpress.com/
Locandina di Una guerra epocale. Immagini di archivi gestiti da Tips Images, 2014, http://www.lacasadivetro.com/2014/02/11/una-guerra-epocale-1-marzo-18-aprile-2024/
Cartolina postale, anni 1915-1918.
Audoin-Rouzeau Stéphane, Becker Jean-Jaques (eds), La prima guerra mondiale, 2007. Prima di copertina.
Bracco Barbara, La patria ferita, i corpi dei soldati italiani e la Grande Guerra, 2012. Prima di copertina.
Calamandrei Piero, Il mio primo processo, 1956. Prima di copertina.
Cosmacini Giorgio, Guerra e medicina dall’antichità ad oggi, 2011. Prima di copertina.
De Luna Giovanni, Il corpo del nemico ucciso. Violenza e morte nella guerra contemporanea, 2006. Prima di copertina.
AA.VV., Donne nella Grande Guerra, 2014. Prima di copertina.
Fabi Lucio, Il bravo soldato mulo, storie di uomini e di animali nella Grande Guerra, 2012. Prima di copertina.
Franzina Emilio, La storia (quasi vera) del milite ignoto raccontata come un’autobiografia, 2014. Prima di copertina.
Gadda Carlo Emilio, Giornale di guerra e di prigionia, 1965. Prima di copertina.
Gentile Emilio, Due colpi di pistola, dieci milioni di morti, la fine di un mondo. Storia illustrata della Grande Guerra, 2014.
«Imboscato!» Cartolina postale, anni 1915-1918.
Isnenghi Mario, Il mito della Grande Guerra, 2014.
Collu Cristiana, Zadra Camillo (eds.), La guerra che verrà 2014 Non è la prima 1914. Prima di copertina del Catalogo della mostra del MART di Rovereto, Electa 2014.
Grando Elisa (ed.), Malattia e medicina durante la Grande Guerra 1915-1918, 2009. Prima di copertina.
Mondini Marco, La guerra italiana, partire, raccontare, tornare, 2014. Prima di copertina.
Mortara Giorgio, La salute pubblica in Italia durante e dopo la guerra, 1925. Prima di copertina.
Persegati Nicola, Il volto di medusa. Vol. I, L’abisso quotidiano delle trincee, 2005. Prima di copertina.
Pizzo Marco (ed.), Pittori-soldato della Grande Guerra, 2005. Prima di copertina del catalogo della mostra dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, Roma.
Monelli Paolo (ed.), La nostra guerra 1915-1918 nel cinquantennio, 1965.Primadi copertina dell’opera pubblicata dal Touring Club Italiano.
Tomassini Luigi, Lavoro e guerra, la “mobilitazione industriale” italiana 1915-1918, 1997. Prima di copertina.
Tumiati Corrado, Zaino di sanità, 1947. Prima di copertina della riedizione del 2009.
«Fante attento! Cercano di rovinare te e l’Italia» Cartolina postale, anni 1915-1918.
Ungaretti Giuseppe, L’allegria dei naufragi, 1919. Prima di copertina dell’edizione del 1923 (Stamperia Apuana, La Spezia).
Valeriano Annacarla, Ammalò di testa, storie del manicomio di Teramo 1880-1931, 2014. Prima di copertina.
Tardi Jacques, Era la trincea delle trincee, 2012. Prima di copertina del fumetto.
GIPI, Una Grande Guerra, 2013. Prima di copertina del fumetto.
Prima pagina de Il corriere dei piccoli del 29 lulgio 1917.
Una pagina dell’opera fumettistica di Joe Sacco, La Grande Guerra, 2014.
Una strip dell’opera fumettistica di Jacques Tardi, Era la trincea delle trincee, 2012.
Una pagina dell’opera fumettistica di GIPI, Una Grande Guerra, 2013.
L’attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914 visto da Achille Beltrame (1871-1945) per La Domenica del Corriere.
Scritta murale in un luogo non precisato del Nord-Est italiano.
«Ruba a se stesso chi nasconde oggi il denaro» Cartolina postale, anni 1915-1918.
Prima pagina de La tradotta, giornale settimanale della terza armata, dell'11 novembre 1918.
Artista non identificato, Manifesto per la pace, circa 1918.
Aldo Palazzeschi (1885-1974).
Piero Calamandrei (1889-1956).
Cesare Battista (1875-1916).
Enrico Toti (1882-1916).
Carlo Emilio Gadda (1893-1973).
Mata Hari (Margaretha Geertruida Zelle, 1876-1917).
Fotografo anonimo, Prostitute al fronte, circa 1916.