intervento
Epidemiol Prev 2020; 44 (5-6): -
DOI: https://doi.org/10.19191/EP20.5-6.A001

Promozione della giustizia ambientale nei siti industriali contaminati

Environmental justice promotion in industrially contaminated sites

  • Roberto Pasetto1,2

  • Daniela Marsili1,2

  • Francesca Rosignoli3

  • Lucia Bisceglia4

  • Nicola Caranci5

  • Alessandra Fabri1,2

  • Giulia Innocenti-Malini6

  • Giulia Melis7

  • Valentina Minardi8

  • Nicolás Zengarini9

  • Amerigo Zona1,2

  • Terri Mannarini10

  1. Dipartimento ambiente e salute, Istituto superiore di sanità, Roma
  2. WHO Collaborating Centre for Environmental Health in Contaminated Sites, Istituto superiore di sanità, Roma
  3. Department of Political Science, Stockholm University, Stockholm (Sweden)
  4. Area Epidemiologia e Care Intelligence, Agenzia regionale strategica per la salute e il sociale della Puglia, Bari
  5. Agenzia sanitaria e sociale regionale, Regione Emilia-Romagna, Bologna
  6. Centro di cultura e iniziativa teatrale Mario Apollonio, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano
  7. Leading Innovation and Knowledge for Society – LINKS Foundation, Torino
  8. Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute, Istituto superiore di sanità, Roma
  9. SCaDU servizio sovrazonale di epidemiologia, ASL TO3, Torino
  10. Dipartimento di storia, società e studi sull’uomo, Università del Salento, Lecce
Roberto Pasetto -

Riassunto:

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Le comunità che risiedono in prossimità dei siti industriali contaminati presentano di solito diverse condizioni di fragilità, in particolare di carattere socioeconomico. Le condizioni di svantaggio sono state spesso il frutto della loro marginalizzazione nei processi decisionali legati all’industrializzazione e possono proseguire anche quando si può intervenire per limitare le conseguenze dannose per l’ambiente naturale e sociale. L’esposizione ai contaminanti e ai conseguenti rischi per la salute avviene soprattutto a svantaggio delle comunità più fragili a livello socioeconomico o dei sottogruppi più svantaggiati delle popolazioni, generando condizioni di ingiustizia ambientale. Il presente contributo, frutto di una riflessione multidisciplinare, esamina come il sistema di sorveglianza epidemiologica nazionale SENTIERI e sistemi di sorveglianza su base locale possono essere implementati per documentare condizioni locali di ingiustizia distributiva (disuguaglianze nelle esposizioni dannose e nei rischi per la salute conseguenti). Sono analizzati, inoltre, i meccanismi di generazione e mantenimento delle marginalità che impediscono alle comunità locali di partecipare ai processi decisionali (ingiustizia procedurale). Il contributo, infine, dopo aver identificato e descritto le dimensioni delle capacità sociali delle comunità, che riguardano tanto la comprensione degli effetti negativi delle contaminazioni ambientali quanto l’ideazione di azioni di contrasto alle ingiustizie ambientali, propone una modalità di promozione della giustizia ambientale che parta dalla loro mappatura come premessa all’individuazione di interventi per l’empowerment di comunità.

 

Parole chiave: giustizia ambientale, siti industriali contaminati, sorveglianza epidemiologica, capacità di comunità

Abstract:

The communities residing close to industrially contaminated sites are often affected by several fragilities, particularly of a socioeconomic nature. The disadvantaged conditions have often resulted from their marginalization in the decision-making related to the industrialization processes and may persist even when action is taken to limit the harmful consequences for the natural and social environment. Exposure to contaminants and the resulting health risks often regard socioeconomic deprived communities or the most disadvantaged subgroups, generating conditions of environmental injustice. This paper reports the results of a multidisciplinary reflection focusing on the Italian context. It describes how the national epidemiological surveillance system of communities residing close to industrially contaminated sites (named SENTIERI) and local epidemiological surveillance systems can be implemented to document local conditions of distributive injustice (inequalities in harmful exposures and consequent health risks). Furthermore, it analyses the mechanisms for generating and maintaining marginalities that prevent local communities from participating in decision-making processes (procedural injustice). Finally, after having identified and described the dimensions of community capacity, which concern both to the understanding of the adverse effects of environmental contamination and to the capability of promoting interventions against environmental injustices, it proposes an environmental justice promotion approach that starts from mapping the dimensions of community capacity as a premise to the identification of interventions for community empowerment.

Keywords: environmental justice, industrially contaminated sites, epidemiological surveillance, community capacity


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