editoriale
Epidemiol Prev 2017; 41 (3-4): 151-153
DOI: https://doi.org/10.19191/EP17.3-4.P151.040

Vaccini. Corretta comunicazione e libertà d’opinione

Vaccines. Proper communication and freedom of opinion

  • Cesare Cislaghi1

  1. Economista sanitario; corrispondenza: epiprev@inferenze.it

Riassunto:

Solo qualche lustro fa, nessuno, e tanto meno i medici, avrebbe messo in seria discussione le “certezze” definite tali dalla medicina ufficiale; eppure molte di queste non hanno retto i tempi e sono risultate non appropriate, se non dannose. Oggi il cosiddetto principio di autorità non è più in voga e, anzi, si inizia addirittura a mettere in discussione persino le evidenze risultanti da solide sperimentazioni scientifiche.
La sfiducia nelle cosiddette caste, tra le quali anche quella clinica e ancor più quella farmaceutica, i sospetti per gli interessi economici legati alla diffusione di pratiche sanitarie e in genere i fantasmi dell’irrazionalità che paventano tutto ciò che viene dato per sicuro: tutto questo sta creando non pochi problemi alla sanità pubblica e alla pratica clinica.


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Commenti

Nella riflessione di Cislaghi

Nella riflessione di Cislaghi si cita il caso del Dr. D. Miedico, senza esprimere una opinione perchè l'autore non conosce bene il caso. A questo indirizzo potete trovare una intervista rilasciata dal Dr. Miedico.
http://www.informasalus.it/it/articoli/vaccinazioni-pediatriche-dario-mi...
Credo che queste posizioni mettano in discussione, alla radice, l'uso di alcuni vaccini a fini di salute pubblica, relegandoli alla sola prevenzione individuale.
I punti più problematici sono: a) l'idea che bisognerebbe elevare l'età di prima vaccinazione, b) l'idea che le attuali controindicazioni siano insufficienti e bisognerebbe effettuare esami preventivi, c) l'idea che non si dovrebbero usare vaccini polivalenti, d) che non esista la herd immunity, e) che sarebbe ancora in piedi l'ipotesi di associazione tra autismo e vaccino contro il morbillo.
Tutte queste idee, a mio parere, oltre a negare il valore delle strategie di immunizzazione di massa come potente arma per la salute della popolazione, si basano su una profonda sfiducia nei risultati degli studi epidemiologici che ci hanno insegnato che le idee espresse nell'intervista sono per ora da considerarsi false. L'AIE dovrebbe battersi a difesa del valore dei risultati degli studi epidemiologici. La cosa che per me ha poi dell'incredibile è che il Dr. Miedico è stato difeso da Medicina Democratica che non ha tenuto conto del valore delle vaccinazioni per combattere le disuguaglianze in salute. Cordiali saluti Paolo D'Argenio

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