Direzione scientifica (tutte le biografie)

Andrea Micheli
  (direttore scientifico)

Nato nel 1951 a Varenna sul lago di Lecco, sociologo e statistico medico è giunto tardi all'epidemiologia avendo lavorato con diversi ruoli, mentre studiava. Ora in pensione, Micheli è stato direttore di una unità di Epidemiologia presso la Fondazione IRCSS Istituto Tumori di Milano (INT). Presso INT ha percorso con passione la sua carriera di ricercatore avendo avuto la fortuna di lavorare con persone di grande valore. Ha pubblicato quasi duecento articoli ed è noto internazionalmente per studi sulla prevalenza dei tumori e sulla relazione tra frequenza dei tumori e ricchezza delle nazioni. Ha diretto per quasi dieci anni progetti della Commissione europea per il controllo del cancro e la lotta alle diseguaglianze in sanità nei paesi dell’Unione Europea, stringendo anche rapporti con le associazioni di volontariato oncologico. Convinto assertore della necessità di una medicina partecipata ha cercato di diffondere l’idea di un approccio collettivo alla conoscenza epidemiologica in vari incarichi di docenza. Ama il lavoro di gruppo, camminare in montagna e si onora di essere un iscritto all’ANPI.

 

Francesco Forastiere
  (direttore scientifico)

Medico e specialista in medicina del lavoro, Master in epidemiologia alla London School of Hygiene and Tropical Medicine, PhD in epidemiologia presso l’Università di Linkoping in Svezia, Visiting Professor alla School of Public Health di Berkeley (USA, 1997) e, attualmente, Visiting Professor al King’s College di Londra, Senior Scientist al CNR di Palermo e consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Dal 1981 al febbraio 2017 ha lavorato presso l’Osservatorio epidemiologico regionale del Lazio ed è stato Direttore della U.O.C. Epidemiologia eziologica e occupazionale del Dipartimento di epidemiologia del servizio sanitario regionale del Lazio. Ha condotto numerosi progetti di ricerca con collaborazioni internazionali ed ha coordinato progetti finanziati dalla Commissione europea nel campo della epidemiologia ambientale e degli effetti dell’inquinamento atmosferico. È stato membro della Commissione oncologica nazionale e di diverse commissioni nazionali e regionali sui temi della epidemiologia e sanità pubblica. È stato consulente dell’OMS per numerose valutazioni tecniche e per la redazione delle linee guida sulla qualità dell’aria. È stato presidente della Associazione italiana di epidemiologia e membro del Board dell’International Society of Environmental Epidemiology. È direttore della rivista Epidemiologia e Prevenzione, Associate Editor delle riviste scientifiche Environmental Research ed Environmental Health; già membro dell’editorial board delle riviste Occupational Environmental Medicine ed International Journal of Epidemiology. È autore o coautore di più di 500 articoli scientifici su riviste accreditate con citazione su Medline.

Benedetto Terracini
  (past director)

Benedetto Terracini, nato nel 1931, laureato in Medicina. Già professore di epidemiologia dei tumori e di statistica medica (Università di Torino), ora in pensione. Dalla fine degli anni 60, attraverso le prime epidemie di tumori professionali in Italia (IPCA di Ciriè, ACNA di Cengio, SIA di Grugliasco), è stato un pioniere della ricerca in epidemiologia dei tumori in Italia. Premio John Goldsmith 2003 della International Society of Environmental Epidemiology. Direttore Scientifico di "Epidemiologia e Prevenzione" 2000-2010. Continua ad interessarsi di malattie da amianto e di tumori infantili. Molto attento al rapporto tra ricercatori e soggetti/oggetto della ricerca e alla comunicazione del rischio.

 

Eugenio Paci
  (past director)

Eugenio Paci, 62 anni, ha iniziato a lavorare in Epidemiologia dopo diversi anni di attività come medico ospedaliero in medicina interna e pronto soccorso e poi in Direzione Sanitaria Ospedaliera. Per questo motivo, ma anche per diverse altre ragioni, di cui alcune personali, ha sempre orientato la sua attività epidemiologica verso interessi che avevano più direttamente relazione con la clinica e la diagnostica precoce. Però quando ha iniziato a occuparsi di epidemiologia i suoi primi lavori furono orientati alla patologia oncologica professionale, in particolare allo studio del mesotelioma maligno e del benzene negli ambienti di lavoro. Dopo questo inizio e per molti anni si è orientato a studiare le possibilità della prevenzione individuale e in particolare le possibili applicazioni in sanità pubblica, promuovendo la nascita, la diffusione e la valutazione degli screening oncologici, in particolare lo screening mammografico. Ha sempre lavorato per favorire un approccio di sanità pubblica nella offerta dell’assistenza oncologica nel nostro paese e ha promosso lo sviluppo del Registro Tumori della Regione Toscana come strumento per valutare la qualità dell’assistenza che il servizio sanitario Regionale offre ai suoi cittadini. Nell’AIRTUM, di cui è stato segretario nazionale, ha cercato di sviluppare e far cerscere questa potenzialità dei registri tumori come strumenti di valutazione e di miglioramento della qualità assistenziale. L’ISPO, presso il quale lavora da molti anni, è una istituzione che ha sempre avuto grande attenzione per questi aspetti, permettendo non solo ricerche innovative (l’ultima, tra le più importanti, il trial randomizzato per lo screening per il tumore del polmone) ma anche attenzione a studi di qualità dell’assistenza. Fin dal 1994 è stato possibile, nella Unità Operativa di epidemiologia Clinica e Descrittiva che dirige da anni, avviare ricerche qualitative sull’assistenza, raccogliere le narrazioni delle storie di malattia, conoscere la qualità attraverso le voci, opportunamente studiate, dei protagonisti.Da questa esperienza, si è sviluppata una attenzione alle attività di comunicazione e negli ultimi dieci anni una attività di ricerca sulla fase dove i limiti d una medicina solo tecnologica sono più evidenti, il momento della fine della vita e della necessità per il paziente morente di cure palliative. Sono stati tutti aspetti che mi è stato possibile riportare in tanti Convegni dell’AIE , di cui sono stato segretero nazionale, e che , più recentemente, hanno caratterizzato la mia collaborazione con Epidemiologia &Prevenzione. Ho collaborato come vice-direttore con Benedetto Terracini, una opportunità umana oltre che professionale che non posso dimenticare. Adesso come Direttore Scientifico della nuova edizione di E&P, voglio che sperare di poter contribuire alla crescita della epidemiologia e sanità pubblica in Italia, almeno per qualche anno ancora …

Maria Luisa Clementi
  (direttrice responsabile)

Giornalista professionista, direttrice responsabile di Epidemiologia & Prevenzione dal 2004. Laureata in lettere e filosofia con una tesi su Giulio A. Maccacaro. (eh sì, quella per E&P è una passione di lunga data...). Ha collaborato alla realizzazione di diverse riviste tra cui: SE Scienza&Esperienza, Bioetica, Rivista italiana di cure palliative, Medicina Democratica. Ha scritto articoli di divulgazione scientifica per diverse testate, tra cui Tempo Medico, Sole24ore Sanità, Espresso, Corriere Salute.

   



Comitato di direzione

Annibale Biggeri
  (metodi)

Professore ordinario di Statistica per la ricerca sperimentale, Facoltà di medicina e chirurgia dell’Università di Firenze e Dipartimento di Statistica “G. Parenti” e Direttore dell’unità operativa di biostatistica, CSPO Istituto scientifico Regione Toscana, Firenze. Laureato in medicina e chirurgia, specialista in Igiene e sanità pubblica e in Statistica medica e biometria. Ha lavorato in Epidemiologia dei tumori, nell’ambito del Registro tumori Toscano, e in Epidemiologia ambientale. Le linee principali di lavoro sono la Metodologia statistica legata all’ambiente e alla sorveglianza epidemiologica, la modellazione probabilistica nelle stime di impatto, l’analisi statistica in genomica funzionale. E’ stato parte del gruppo fondatore del Master in Epidemiologia dell’Associazione italiana di epidemiologia e dal 2003 dell’Università di Torino; e del Master in Biostatistica dell’Università di Bologna e di Firenze. Presidente dell’Associazione italiana di epidemiologia (1998-2000) e della Società italiana di biometria (2003- 2006) è attualmente nello Scientific Council (2002-2005; 2006-2009) della International Biometric Society. Associate editor di Statistical Modeling e Biometrics (fino al 2005). E’ nel Consiglio di amministrazione dell’Agenzia regionale di sanità Toscana ed è stato nella Commissione consultiva tossicologica nazionale (2000- 03).

 

Dario Consonni
  (lavoro)

Sono nato il 18 Novembre 1960 a Vimercate (MB), ho conseguito la laurea in Medicina e chirurgia (1987) e la specializzazione in Medicina del lavoro (1991) presso l’Università degli Studi di Milano; in seguito il Dottorato in Medicina del lavoro e Igiene industriale (1995) presso l’Università di Bari (consorzio Bari, Milano, Parma, Pavia). La formazione in epidemiologia è avvenuta attraverso corsi (EEPE a Firenze, Rothman a Boston, Miettinen in Finlandia). Ho trascorso alcuni mesi presso la IARC di Lione (1993). Le maggiori esperienze lavorative hanno riguardato lo studio della mortalità e incidenza di tumori nell’area di Seveso, studi di coorti occupazionali, e uno studio caso-controllo sul tumore polmonare (EAGLE). Attualmente sono Medico del lavoro presso l’Unità operativa di epidemiologia della fondazione IRCCS Ca’ Granda, Ospedale maggiore policlinico, nella Clinica del lavoro “Luigi Devoto”, dove mi occupo di epidemiologia occupazionale e ambientale. Sono responsabile della UO semplice di epidemiologia clinica. Collaboro come docente ed esercitatore al Master Universitario di Epidemiologia di II livello (Torino). Insegno statistica ed epidemiologia alla Scuola di specializzazione in medicina del lavoro di Milano e presso altri corsi di laurea; collaboro ad altri programmi di Master (Milano, Pavia). Al di fuori dell’ambito professionale, sono socio fondatore (1987) della cooperativa Il Visconte di Mezzago (MI) che gestisce il BLOOM – Sviluppi Incontrollati, un “locale” che opera nel settore culturale. Strimpello la chitarra acustica e mi incuriosiscono le lingue: dopo aver studiato francese a scuola, ho seguito corsi di inglese, portoghese, russo e arabo (queste due ultime le conosco poco).

Marina Davoli
  (valutazione dei servizi sanitari)

Laureata in Medicina nel 1985 presso l’Università “La Sapienza” di Roma, specializzata in gastroenterologia; nel 1990 ho fatto il Master di Epidemiologia alla London School of Hygiene and Tropical Medicine. Dal 1987 lavoro all’Osservatorio epidemiologico della Regione Lazio (e tutte le varie denominazioni successive); da maggio del 2010 sono il Direttore del dipartimento di epidemiologia del SSR della Regione Lazio. Ho lavorato a tutti i possibili disegni di studio epidemiologico in numerose aree tematiche, per molti anni mi sono occupata di epidemiologia delle dipendenze. Da più di dieci anni coordino un gruppo di revisione sistematica della letteratura scientifica nell’ambito della Cochrane Collaboration. Le attività più recenti le ho svolte nell’ambito della epidemiologia valutativa, con particolare attenzione agli studi di valutazione di esito e all’utilizzo dei dati dei sistemi informativi sanitari per la valutazione comparativa di efficacia degli interventi sanitari.

 

 

Lorenzo Richiardi
  (epidemiologia analitica, cause)

Sono nato a Torino nel 1975 dove mi sono laureato nel 1999 in Medicina. Mi sono specializzato in Statistica sanitaria a Milano e ho conseguito un dottorato in epidemiologia a Stoccolma. Dal 2005 sono nuovamente a Torino, dove lavoro come ricercatore di epidemiologia dei tumori dell’Università di Torino e del CPO-Piemonte. Mi occupo principalmente di tumori, di coorti di nuovi nati e di metodi epidemiologici, ma spesso mi imbatto anche in altre tematiche. Gli hobby, invece, sono temporaneamente sospesi, causa bimbi piccoli.

Giuseppe Traversa
  (farmacoepidemiologia)

Sono nato a Bari nel 1956, ma nel 1963 sono arrivato a Torino dove, dopo un po’ di anni, mi sono laureato in medicina e specializzato in igiene. Nell’estate del 1986 ho conosciuto mia moglie e per cercare di raddrizzare le statistiche, secondo le quali sono sempre le mogli a spostarsi, l’ho seguita e mi sono trasferito a Roma. Ho avuto la fortuna di approdare subito al Laboratorio di epidemiologia e biostatistica dell’Istituto superiore di sanità, dove ho passato qualche anno con varie forme di borse e contratti. Certo, a quel tempo, la precarietà era una condizione ancora ragionevolmente accettabile. Nel 1990 ho vinto un concorso come tecnico non laureato – all’epoca si chiamavano gruppi B – e da allora ho sempre lavorato nel settore della farmacoepidemiologia. Mi ci sono voluti un po’ di anni per raggiungere nel campo dell’epidemiologia la professionalità che, molto tempo prima, avevo raggiunto come istruttore di tennis. D’altra parte, in quel settore, dove avevo iniziato come raccattapalle a 8-9 anni, avevo incontrato maestri di prim’ordine, e dopo tanti anni che li aiuti a insegnare nei corsi (per bambini e per adulti), va da sé che chi sopravvive impara per forza... Dal 1998 sono diventato primo ricercatore, e così ho avuto la fortuna di continuare a fare le stesse cose di prima, ma con un aumento di stipendio (non vi immaginate chissà cosa, mi raccomando). In tutti questi anni, a parte una parentesi di comando all’AIFA dalla fine del 2005 all’estate del 2009, per seguire il programma appena avviato di finanziamento della ricerca indipendente sui farmaci, sono sempre rimasto nello stesso settore dell’ISS, che nel frattempo ha cambiato nome dal sobrio LEB all’impronunciabile CNESPS.

   
ROBERTA PIRASTU (Presidente AIE)   RICCARDO CAPOCACCIA

aggiornamento Settembre 2018