Epidemiologia&Prevenzione 2014, 38 (3-4) maggio-agosto

La prevalenza di fumatori e le vendite di sigarette confezionate si riducono, ma aumentano le disuguaglianze sociali e l’uso di tabacchi trinciati

Paolo D'Argenio, Silvano Gallus, Simone Ghislandi, Giuseppe Gorini, Maria Masocco, Valentina Minardi, Lorenzo Spizzichino, Gruppo Tecnico PASSI

In Italia il trend di riduzione della prevalenza di fumatori registrato nel quinquennio 2008-2013 (figura 1) mostra che la differenza tra le persone con molte difficoltà economiche e quelle senza difficoltà economiche, di 11 punti percentuali nel 2008, è arrivata a 15 punti nel 2013. Aumentano così le disuguaglianze sociali nella salute.
Contemporaneamente, negli ultimi quattro anni, anche per effetto della crisi economica, le vendite di sigarette confezionate si sono ridotte del 16%. Dall’altra parte, le vendite dei trinciati per sigarette fatte a mano, economicamente più convenienti, sono aumentate del 141% (figura 2), andando ad alimentare un segmento di mercato che in Italia è stimato al 4,9% delle sigarette fumate.
E’ noto che il consumo di tabacchi trinciati non è uniforme tra i diversi strati sociali, ma è più frequente nei ceti meno abbienti. Perciò l’aumento delle vendite di trinciati verificatosi negli ultimi anni può essere ritenuto responsabile del trend sostanzialmente stazionario della prevalenza di fumatori in questo gruppo sociale.
Si rende, quindi, necessario eliminare il vantaggio economico delle sigarette fatte a mano equiparando la tassazione per i tabacchi trinciati e le sigarette confezionate.



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