Epidemiologia&Prevenzione 2015, 39 (3) maggio-giugno

Un laboratorio di prevenzione quale strumento per ridurre le malattie croniche non trasmissibili e la spesa sanitaria

Cristiano Piccinelli, Eva Pagano, Nereo Segnan

Dalle stime effettuate in Italia dall’Organizzazione mondiale di sanità risulta che la perdita di quasi il 70% degli anni di vita sia imputabile alle patologie cerebro-cardiovascolari e ai tumori, così come accade nella maggior parte dei Paesi europei. Considerando che la popolazione italiana sta invecchiando e si riscontra un notevole aumento delle patologie croniche non trasmissibili, pare prioritario cercare di ridurre l’incidenza di tali malattie o perlomeno ritardarne l’insorgenza.
Rispetto al carico di patologie croniche non trasmissibili, in Italia l’attuazione del Piano nazionale di prevenzione e dei relativi piani regionali diventa improcrastinabile, ponendo l’esigenza di coordinare competenze multidisciplinari in diversi ambiti: politico, sanitario, economico, legale, sociologico. A tale scopo si propone un Laboratorio di prevenzione multidisciplinare che fornisca supporto per l’elaborazione e l’attuazione del piano di prevenzione regionale mediante interventi e programmi basati su analisi di costo-efficacia.
L’impiego di risorse nella prevenzione non deve essere interpretato esclusivamente come una spesa, bensì come un investimento, che in alcuni casi si può tradurre in un costo evitato. La prevenzione permette di acquisire anni di vita in buona salute, riducendo potenzialmente i costi di assistenza sanitaria.
La soluzione da perseguire richiede un approccio multidisciplinare; all’interno del Laboratorio di prevenzione possono essere coinvolti i diversi portatori di interesse, che concorrono alla realizzazione di una politica sanitaria.


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