Epidemiologia&Prevenzione 2020, 44 (5-6) settembre-dicembre Suppl. 2

SARS-CoV-2: exposure to high external doses as determinants of higher viral loads and of increased risk for COVID-19. A systematic review of the literature

Roberto Calisti, Roberto Calisti

I determinanti del rischio di essere infettati da SARS-CoV-2, contrarre COVID-19 ed essere affetti dalle forme più gravi della malattia sono stati generalmente esplorati in termini meramente qualitativi. Pare ragionevole argomentare che i pattern di rischio per COVID-19 abbiano da essere utilmente studiati anche in termini quantitativi ogni volta che sia possibile, applicando a SARS-CoV-2 lo stesso approccio alla relazione “dose di esposizione vs risposta patologica” comunemente usato per gli agenti chimici e già seguito per altri agenti biologici. Un tale approccio risulta di rilevanza peculiare nei campi dell’epidemiologia occupazionale e della medicina occupazionale, ove l’identificazione delle fonti di un’esposizione pericolosa e della rete di causazione di una malattia è spesso incerta e discussa; esso è rilevante anche quando si valuti il rischio di popolazione. Scenari lavorativi specifici, che coinvolgono fondamentalmente operatori sanitari, mostrano proporzioni importanti tanto di soggetti semplicemente infettati da SARS-CoV-2, quanto di soggetti malati con malattia, rispettivamente, lieve, moderata e grave. Quadri analoghi sono stati descritti in riferimento a variegate circostanze di esposizione di comunità, per esempio, lo stare in luoghi pubblici affollati, il viaggiare all’interno di mezzi di trasporto affollati, l’essere ospitati all’interno di case di riposo assistite, il vivere nello stesso ambiente familiare di un malato di COVID-19. L’ipotesi che queste risultanze siano una conseguenza non solo di elevate probabilità di esposizione, ma anche di dosi elevate (come prodotto tanto dell’intensità quanto della durata, con possibili effetti autonomi di picchi di esposizione) merita di essere testata in modo sistematico, allo scopo sia di ricostruire la rete di causazione di casi individuali e clusterizzati di COVID-19 sia di fronteggiare situazioni di rischio critico per SARS-CoV-2, che necessitano di essere tempestivamente identificate, mappate e risolte. Un complesso limitato, ma coerente di lavori che supportano tali assunzioni è stato reperito in letteratura. Sotto queste premesse, viene proposta la costruzione di un repertorio strutturato di valori di concentrazioni virali in aria (se del caso e se possibile, anche di contaminazioni di superfici) e di cariche virali in matrici biologiche, con la conseguente costruzione di una matrice scenario-esposizione. Una matrice scenario-esposizione per SARS-CoV-2 potrebbe costituire uno strumento utile per scopi di ricerca e di pratica gestione del rischio, aiutando la comprensione di circostanze possibilmente critiche riguardo alle quali non si disponga di alcuna diretta misura dell’esposizione (un’eventualità particolarmente frequente nei contesti di basso livello socio-economico) e fornendo una guida alla definizione di strategie di sanità pubblica basate su evidenze.

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