Epidemiologia&Prevenzione 2017, 41 (5-6) settembre-dicembre

Il burnout è una sindrome o una malattia professionale? Istruzioni per i medici del lavoro

Francesco Chirico

Da quando Herbert Freudenberger la descrisse per la prima volta nel lontano 1974, sulla sindrome da burnout sono stati pubblicati migliaia di lavori scientifici e questo trend non sembra affatto diminuire. Dopo essersi affermata a livello internazionale come una sindrome caratterizzata da esaurimento emotivo, depersonalizzazione e ridotta realizzazione personale nelle professioni d’aiuto, il suo costrutto è stato criticato, messo in discussione e sottoposto a profonde modifiche. A oggi, tuttavia, in Italia e in molti altri Paesi non è possibile diagnosticarlo, perché l’Organizzazione mondiale della sanità nell’ultima revisione della classificazione internazionale delle malattie (ICD-10) non ha indicato alcun criterio clinico che possa, allo stato attuale, consentire una chiara definizione diagnostica di tale sindrome. Purtroppo, nemmeno nella quinta revisione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) redatto dall’American Psychiatric Association, di recente pubblicazione, contrariamente a quanto atteso, la sindrome da burnout ha trovato spazio tra i disturbi psichici come entità nosografica specifica. Rimane dibattuto, di conseguenza, il possibile inquadramento di tale sindrome dal punto di vista medico-legale.

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