Epidemiologia&Prevenzione 2019, 43 (5-6) settembre-dicembre

Campi elettromagnetici a radiofrequenza, telefoni cellulari, ed effetti sulla salute: a che punto siamo?

Lucia Miligi

Il presente intervento propone elementi utili per l’inquadramento del tema dell’esposizione a radiofrequenze (RF), in particolare a quelle riconducibili alle telecomunicazioni, e dei possibili effetti sulla salute, anche alla luce della rapida evoluzione delle tecnologie (avvento del 5G). Le novità in campo obbligano, infatti, a una riflessione sulle possibili implicazioni in termini di salute pubblica. Non si tratta di una revisione sistematica degli studi, ma di un tentativo di fare il punto sugli aspetti più dibattuti. Lo sviluppo delle telecomunicazioni sta creando grande interesse in tutti i settori per la possibilità di nuove applicazioni, ma sta anche aumentando la preoccupazione per gli effetti non ancora del tutto noti sulla salute, al punto che a livello sia nazionale sia internazionale c’è una mobilitazione crescente contro l’introduzione del 5G. Gli studi epidemiologici e le metanalisi sulla relazione tra tumori e RF, in particolare quelli sui telefoni cellulari, individuano ancora aree di incertezza che devono essere approfondite e gli studi su effetti non cancerogeni stanno diventando sempre più numerosi, suggerendo la possibilità di nuovi rischi. Gli scenari che si apriranno con la sperimentazione del 5G modificheranno probabilmente il livello di esposizione complessivo della popolazione a seguito di importanti cambiamenti nell’architettura della rete. È importante, quindi, adottare un approccio fortemente cautelativo. Date le forti preoccupazioni della popolazione, le istituzioni competenti dovrebbero implementare programmi di informazione e sensibilizzazione attraverso un’adeguata comunicazione del rischio.

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